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Per il circolo Aics una chiusura fra le polemiche

Il presidente Gianni Buzzoni annuncia la serrata definitiva con un post su Facebook Il sindaco Zanardi gli risponde e così la discussione si accende

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Annuncia su Facebook la chiusura del circolo Aics di Pontemaodino, sostenendo di non poter più andare avanti, senza aiuti, visti i tempi durissimi, ma viene subito smentito dal sindaco Sabina Alice Zanardi. Gianni Buzzoni, gestore del circolo, ha esternato via social il suo sfogo, scrivendo che «il circolo Aics di Pontemaodino chiude per sempre. Per questo devo ringraziare il covid, poi Clara che manda le bollette anche se siamo stati chiusi, poi lo Stato che per noi non vi erano contributi».

Contattato dalla redazione, attraverso il profilo social, Buzzoni ha preferito non rispondere, per spiegare ed approfondire le ragioni di una decisione così drastica ed estemporanea, mentre è il sindaco a incalzare il diretto interessato, specificando che «non è vero che il Comune non era disponibile ad aiutarla. Non più tardi di qualche settimana fa – interviene il Sabina Alice Zanardi – è stato chiamato per invitarla a presentare la domanda di contributo, specificando che i soldi le sarebbero stati erogati dopo il 30 novembre. Inoltre, il Comune di Codigoro ha pagato a 320 attività i tre mesi di pattume per la chiusura durante il lockdown».

la replica dal comune

Buzzoni non si rassegna e aggiunge che «mi hanno chiesto di rifare la domanda di contributo e nessuno mi ha detto che sarebbe arrivato dopo il 30 di novembre. Poi le lettere di richiesta di un contributo vi erano state mandate già all’inizio di quest’anno».

Il botta e risposta prosegue, sempre via social, tanto da indurre il sindaco ad evidenziare di aver «parlato anche oggi con la mia funzionaria, che l’ha chiamata per compilare la richiesta di contributo. Mi ha detto che le aveva spiegato – sottolinea Zanardi – che le sarebbe arrivato dopo il 30 novembre. Non chiamiamo le associazioni per fargli compilare la richiesta se non dobbiamo dargli il contributo».

Poi, l’affondo: «Il Comune non funziona come una banca, un conto è l’emergenza sanitaria – rimarca il sindaco –, altra cosa è la gestione ordinaria. La legge non consente d’intervenire a sostegno di attività private, senza con questo voler sminuire un’attività importante come la sua. Credo che il nostro sia uno dei pochissimi Comuni che ha dato risorse, in questo periodo, sia alle attività economiche che alle famiglie».

Mentre c’è chi sprona Buzzoni a non mollare e ad attendere il contributo, c’è anche chi invoca un intervento più deciso da parte dei soci, essendo i circoli privati strutture che si sostengono attraverso le quote associative degli iscritti. Per gettare acqua sul fuoco, lo stesso Buzzoni, allora precisa che «io non voglio incolpare il Comune. È tutto un insieme di cose che ci hanno fatto chiudere a marzo, aprile, poi il periodo estivo e si sa la gente va anche al mare (a parte il Covid). Poi a ottobre ci hanno fatto chiudere come circolo, dove non vi era nessun assembramento, e fatto tenere aperto certi bar. Avevo speso tanti euro – conclude Buzzoni – per sanificare e prendere tutte le precauzioni e comprare tutto il materiale per tener sanificato il locale. Ho accettato di fare il presidente e gestivo il circolo tutte le sere e la domenica facevo il barista, con l’aiuto della mia famiglia per le pulizie. Ora però devo anche tirare fuori dei soldi da tasca mia in quanto il presidente è responsabile di fronte alla legge. Questo mi sembra un po’ troppo». —

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