«Vogliamo lavorare» Le partite Iva ferraresi protestano in piazza
Una decina di persone ha manifestato ieri pomeriggio in piazza Trento Trieste chiedendo la riapertura di tutte le attività attualmente sospese per l’epidemia di coronavirus. L’iniziativa, “Uniti si vince” che chiamava a raccolta il “popolo delle partite Iva” si svolgeva in contemporanea in altre piazze italiane come Torino, Milano, Genova e Napoli. “Vogliamo lavorare” si leggeva sui cartelli esposti dai manifestanti, alcuni provenienti (e autorizzati) anche da regioni vicine come il Veneto. Tra i promotori ferraresi, Salvatore Patti, che lavora come cuoco nel ristorante Florida di Bondeno. «Il locale è aperto il venerdì, sabato e domenica, ed è stato quindi particolarmente danneggiato dalle ultime restrizioni. Cambiare giornate di apertura non serve, perché è difficile incidere su abitudini consolidate della clientela, e con l’asporto si risolve solo una minima parte del problema: può andar bene per i locali a conduzione familiare, ma i dipendenti restano a casa, per non parlare del resto della filiera. Lavorare in sicurezza si può, non possiamo più permetterci di stare fermi». I ristoratori, aggiunge, hanno già sostenuto molte spese per mettersi in regola. «Come un mio amico di Finale Emilia, che ha ridotto a metà i 150 coperti, ha pagato molti soldi per dispositivi e sanificazione, e dopo tutto questo sforzo è costretto comunque a chiudere». Alexandru Bodgan, viene da Castelfranco Veneto ed è un piccolo rivenditore di auto usate. Quando è scattato il primo lockdown non ha potuto completare diverse consegne, perché i clienti risiedevano in altri Comuni. «Per poter pagare i fornitori ho chiesto una “tregua” alla banca, ma in seguito mi è arrivata la richiesta di rientrare di 5.000 euro. Da maggio a settembre ho avuto un po’ di respiro, ora siamo daccapo. Ma bollette, mutui, tasse e affitti non si fermano». —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
