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Accordo con il sindaco Il circolo Aics per ora prova ad andare avanti

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PONTEMAODINO

L’incontro di ieri mattina in Comune ha sortito effetto positivo, convincendo Gianni Buzzoni, presidente del circolo Aics di Pontemaodino, a fare marcia indietro sulla decisione di non riaprire il locale quando sarà possibile farlo. Una decisione presa anche sull’onda della rabbia per questi mesi difficili, per chi come lui aveva deciso di prendere le redini del circolo pur non essendo di professione barista e neppure della frazione codigorese. «Sono un pensionato originario di Migliarino e abito a Lagosanto - ci dice -, ma sono appassionato di biliardo e ormai da diversi anni mi diverto a giocare in questo circolo. L’anno scorso ho accettato di fare il presidente, era un momento difficile a livello di tesseramenti. Ebbene, oltre alle gare delle nostre tre squadre di biliardo ho pensato a delle iniziative, ad esempio tornei di briscola e ogni volta che c’è una gara di biliardo alla fine ci ritroviamo per uno spuntino, così si è creato un bel clima. I soci sono risaliti ad una novantina ed era tutto pronto per l’arrivo di una scuola di ballo, che aveva visto nel nostro circolo la sede giusta per effettuare corsi».

effetto covid

Ma l’emergenza coronavirus ha complicato tutti i programmi, a partire proprio dal rinvio dei corsi di ballo, poi ovviamente i mesi di lockdown, la riapertura comunque complicata in estate e la recente chiusura, per i circoli avvenuta ancor prima che per i bar, essendo ritenuti centri culturali. «Non riesco a capire, siamo un bar di paese dove ci sono dei biliardi, alla sera ho solo qualche cliente che gioca, mica ci sono assembramenti. Non so perché noi anche in zona gialla dovevamo stare chiusi, avevo anche pensato di aprire lo stesso e prendere le multe, ma ho temuto conseguenze penali e non voglio rovinarmi certo la vita... A questo si aggiunga il fatto che dobbiamo pagare bollette e tassi anche se siamo chiusi, penso a quella dei rifiuti: che rifiuti avremo mai prodotto stando chiusi?».

Come detto, ieri dal sindaco Sabina Alice Zanardi è arrivata la promessa di un piccolo contributo, la molla per non lasciare. «Ci proviamo, quando potremo riaprire ovvio. Avevo chiamato la ditta della macchina del caffé perché la venisse a ritirare, il tecnico mi ha detto che sono tantissimi i bar messi così...». —

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