L’addio a Gaiani riunisce tutti «Politico e soprattutto amico»
Tanta gente in duomo per l’ultimo saluto allo storico militante della destra Presenti anche gli ultimi tre sindaci del Pd. Il parroco: «Cesare, un uomo retto»
ARGENTA
Per celebrare il funerale di Cesare Gaiani, leader storico della destra argentana, morto l’altro giorno a 60 anni dopo un lungo calvario tenacemente affrontato, don Fulvio Bresciani ha scelto il Vangelo delle beatitudini. Una decisione non casuale, perché «chi ha speso la propria vita per gli altri è fra i beati», ha motivato il sacerdote nell’omelia.
Parole come macigni, ascoltate in silenzio da chi era ieri pomeriggio in un duomo gremito in ogni posto lasciato disponibile dal distanziamento sociale. Parole soppesate quelle del parroco, che però calzano a pennello per ricordare l’uomo, il politico indipendentemente dallo schieramento, quel Cesare Gaiani che per anni si è seduto con dignità sugli scranni del consiglio comunale di Argenta.
le parole del parroco
Don Fulvio, nell’elencare nuovamente le beatitudini, si è soffermato su un paio di esse: “Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati”; e ancora: “Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio”. «Cesare – ha aggiunto il celebrante – non era forse questo? Non si è impegnato per questa comunità, per la società? Ecco allora la retta coscienza».
Rivolgendosi poi ai genitori, a Francesco e Ivana – ultraottantenni seduti a vegliare la bara in noce nazionale –, ai fratelli di Cesare, Cinzia e Luca, ma soprattutto alla moglie Antonella e al figlio Stefano, don Fulvio ha parlato di resurrezione «non della carne, degli occhi, del corpo di Cesare perché lo sappiamo già che fine fanno. Resurrezione è la storia, la vita, ciò che ha fatto e chi è stato Cesare: questo non muore. Ogni volta che ne parlerete Cesare risorgerà e se così non sarà avrà vinto la morte. Dunque contempliamo Cesare – ha concluso il sacerdote – nelle cose che non muoiono mai».
i sindaci del pd
Come detto, l’affluenza nel duomo di Argenta è stata una sorta di grosso abbraccio della comunità e non a caso erano presenti gli ultimi tre sindaci, tutti appartenenti al Partito democratico: Giorgio Bellini, Antonio Fiorentini e l’attuale Andrea Baldini.
Massiccia, inoltre, la presenza degli amici e simpatizzanti del circolo di Fratelli d’Italia che Gaiani ha fondato e di cui andava orgoglioso.
LA MANO DEL PADRE
A conclusione del rito funebre, prima che la bara venisse portata fuori fra coloro che lo hanno sempre stimato e appoggiato in qualsivoglia iniziativa e salutato con un interminabile applauso, Francesco, il padre, nonostante le difficoltà motorie, ha lasciato il deambulatore per avvicinarsi alla bara. Ci ha appoggiato la sua mano destra per salutare quel figlio che tanto ha amato.
la commozione di balboni
Numerosi partecipanti alla cerimonia funebre sono rimasti a lungo fermi, attorno alla bara di Cesare Gaiani. Nessuno dei presenti si muoveva perché aspettavano due parole di saluto ad un leader politico. Hanno atteso silenziosamente sul sagrato della chiesa fino anche il senatore Alberto Balboni, con a fianco il coordinatore provinciale di FdI, Mauro Malaguti, con un tono sicuro e navigato ma fortemente commosso, ha soppesato le parole dicendo: «Ho avuto la fortuna di averlo avuto a fianco per tanti anni, nella battaglia politica ma soprattutto come amico. Un grande amico».
Balboni si è fermato per tentare di slegare un nodo in gola, poi ha aggiunto che «Cesare lascia un vuoto per me ma credo per tutti. Un vuoto incolmabile. Noi però qui, oggi, ci dobbiamo impegnare a far sì che il suo esempio continui a vivere in noi, in quello che facciamo nelle battaglie che continueremo a combattere anche nel suo nome e perché il suo impegno non sia stato vano. Vai in pace Cesare: sei un uomo giusto e tutti ti ricorderanno così».
IL RICORDO da massa lombarda
A seguire, Daniele Bassi, sindaco di Massa Lombarda, vicina località della provincia di Ravenna, ha portato il cordoglio del consiglio comunale in quanto Gaiani per un anno ha fatto parte della lista Uniti per Massa Lombarda. «Cesare – ha detto Bassi – era una brava persona, capace, attenta e mai banale. Pur avversari politici, dal confronto è nata una grande stima».
Mestamente poi, al termine di questi ricordi densi di sincera commozione, le spoglie di Cesare Gaiani sono state accompagnate in corteo al cimitero di Argenta. Un ultimo saluto molto intimo, fra parenti e amici, che di certo non lo dimenticheranno mai. —
GIORGIO carnaroli
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