Morto nell’incidente contro un platano «Gevis ormai era uno di famiglia»
Parla il titolare della Tl, l’azienda per cui lavorava il 22enne: stava usando l’auto di mia moglie, la sua era in carrozzeria
SAN BIAGIO
«Gevis era uno della famiglia». A parlare è Luca Tugnoli, titolare della ditta Tl Impianti di San Biagio (ma con in vista l’apertura di una nuova sede a Portomaggiore) per la quale lavorava il 22enne di origini albanesi, ma praticamente sempre vissuto nella nostra provincia. Gevis Muhaj è morto domenica nel primo pomeriggio vicino alla Celletta di Argenta, a causa dello schianto ad alta velocità contro un platano. all’uscita da una curva pericolosa. Fra l’altro, Muhaj non era a bordo della sua automobile, bensì di una Ford Fiesta. «Era l’auto di mia moglie - racconta Tugnoli -, l’avevamo prestata a Gevis perché la sua amata Bmw era in carrozzeria. Ma lui come detto era uno di famiglia, quindi per pe non era certo un problema prestargli l’auto. La nostra azienda conta meno di venti dipendenti, siamo una grande famiglia».
Chiaramente colpito dalla tragedia, Tugnoli racconta il primo incontro con il giovane: «Era venuto nella nostra azienda un paio di anni fa, inizialmente doveva fare apprendistato, ma ci è piaciuto subito e l’abbiamo assunto. Lavorava per noi sulla manutenzione impianti, in questo periodo in particolare era all’Unigrà di Lavezzola, ma aveva lavorato parecchio tempo anche a Ferrara Food. La tragica notizia l’abbiamo saputa subito, d’altronde il nostro è un piccolo paese... Una tragedia che ha colpito la famiglia di Gevis, non so che altro dire adesso...».
Fra i tanti messaggi circolati in queste ore sui social, particolarmente toccante quello di Licia Guerrini, dipendente proprio di Unigrà: «Domenica mi stavo scrivendo con un amico vigile del fuoco, gli ho detto che avevo un giro da fare e sarei passata dalla Celletta. Lui mi ha risposto di non passare da lì, il traffico era stato fermato per un incidente mortale. Ho chiesto subito se sapeva chi era morto, mi ha detto un giovane albanese e ho subito capito. Da lì sono iniziate tante telefonate con i colleghi, tutti colpiti da questa disgrazia. Sapevo che non aveva la sua auto, forse con la sua Bmw avrebbe potuto controllare meglio l’uscita dalla curva. Sono passata sul luogo della tragedia, il platano aveva tutti i segni del colpo violentissimo».
Licia e Gevis si conoscevano bene: «Ma come si faceva a non volergli bene? Era un ragazzo disponibile, sul lavoro e nella vita di tutti i giorni. Da tempo era alla manutenzione impianti all’Unigrà (dove in giugno è morto un 38enne, vittima di un infortunio sul lavoro; ndr), sarebbe rimasto lì tanti anni, anche perché era davvero bravo e sempre pronto ad aiutare. Poi, a differenza di tanti giovani della sua età, aveva un sorriso per tutti, non mancava mai di salutare chi incontrava e aveva la qualità di mantenere la calma in ogni situazione. Ogni volta che c’era l’occasione dopo il lavoro si restava fuori, magari per un aperitivo. Questa settimana ho il turno di notte, non oso immaginare come sarà il clima fra chi conosceva Gevis».
La famiglia Muhaj arrivata da Fier in Albania, è conosciuta in mezza provincia, perché se nei primi anni di vita i genitori e i due figli si erano stabiliti a Codigoro, successivamente - anche per la separazione dei genitori -, il papà Veron si era trasferito a Lagosanto e la madre a San Biagio. I figli Gevis e Milena si sono così divisi fra i due paesi: la sorella tuttora vive a Comacchio dove vive e lavora anche il padre, mentre il 22enne era con la madre (badante a Consandolo) in via Patuzza a San Biagio, più comodo al posto di lavoro.
Negli anni di Codigoro Muhaj aveva anche militato nelle giovanili della Codigorese, allenato da Simone Ballerini: «Me lo ricordo, giocò da noi alcuni anni, un po’ da portiere ma anche in mezzo al campo. Poi ad un certo punto non si è più visto, solo dopo seppi che la famiglia si era trasferita. Quando ho letto dell’incidente sono rimasto colpito per questa giovane vita spezzata. Che tragedia».
Intanto, il corpo del 22enne che inizialmente pareva dovesse essere restituito subito alla famiglia, al momento si trova ancora in Medicina legale, ma non è detto venga eseguita l’autopsia.
La famiglia Muhaj ieri si è subito rivolta ad un’onoranza funebre di Argenta per stabilire la data dei funerali, la quale sarà fissata appena arriverà il nullaosta da parte della Medicina legale del Sant’Anna. —
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