Sostegno alla frutticoltura con nuovi bandi e sinergie
La ricetta dell’assessore regionale Mammi in sei mosse per uscire dalla crisi «Intervenire per una filiera più equa e tutelare gli agricoltori per rilanciare il settore»
Il punto
Un settore in crisi che ha bisogno di un urgente rilancio. La frutticoltura, che in provincia di Ferrara riveste un ruolo strategico nell’agricoltura del territorio, è reduce da annate da dimenticare, con l’aggravante che quest’anno, oltre ai problemi derivati da clima, maculatura e cimice, si è aggiunto anche il covid, che ha creato difficoltà per le esportazioni, il rifornimento di materie prime nei comparti ricettivi che hanno dovuto chiudere per il lockdown, ridimensionando la propria attività.
Una situazione difficile che però ha già trovato proposte efficaci di rilancio del settore e anche investimenti come spiega l’assessore regionale all’agricoltura Alessio Mammi.
«Occorre reagire con una unità di intenti - dichiara subito Mammi - è finito il tempo delle divisioni e degli sgambetti, ma bisogna remare nelle stessa direzione non solo tra i produttori ma anche tra le istituzioni, per questo come Regione abbiamo inviato al ministero un documento con sei proposte semplici e attendo in tempi brevi risposte proprio per il rilancio della frutticoltura. Si parte dalla filiera competitiva per passare al lavoro sostenibile e di qualità. Serve poi un piano straordinario di investimenti per l’adattamento al cambiamento climatico con relativa attivazione di fondi per la gestione del rischio. È necessario puntare poi su innovazione e ricerca, per finire con una campagna di promozione per la valorizzazione del prodotto frutticolo a sostegno dell’export».
Ovviamente occorre interrogarsi sul perché molti produttori in questi anni hanno deciso di tagliare i propri frutteti perché giudicati poco remunerativi, dedicandosi ad altre colture.
«È indispensabile intervenire sulla filiera - sostiene Mammi - se uno spende dieci euro per la frutta a malapena solo 2 euro vanno all’agricoltore, questo non è giusto e nemmeno etico, per questo bisogna migliorare la capacità di aggregazione primaria con una remunerazione adeguata per tutte le componenti della filiera. Questo anche per incentivare i giovani a svolgere questa importantissimo professione sociale».
L’assessore regionale è convinto che l’agricoltura anche dopo l’esperienza del covid possa avere una grande opportunità per avere quel riconoscimento sociale indiscutibile.
«Senza cibo e salute non si va da nessuna parte - dice Mammi - aumentando la consapevolezza nelle persone di puntare sulla sicurezza alimentare. L’Emilia Romagna è la regione che vanta più prodotti con il marchio di qualità e la provincia di Ferrara ne ha ben 17, nei prossimi mesi crescerà il valore dell’agricoltura. Con questi presupposti, incoraggiano i dati della tenuta delle aziende agricole e del relativo ricambio generazionale».
Si avranno nei prossimi due anni 400 milioni di euro in fondi europei da distribuire nelle aziende del settore, risorse che sono aumentare rispetto allo scorso anno.
«Entro il 31 dicembre - afferma l’assessore regionale - arriveranno 42 milioni di euro per i danni della cimice asiatica e gli altri 20 sono previsti nel 2021 in anticipo come compensazione dei danni subiti dai frutticoltori, continueranno anche intanto il lancio delle vespe samurai».
Per limitare gli effetti devastanti della maculatura, Mammi, insieme ai colleghi di Lombardia e Veneto. Ha inviato una lettera al ministro dell’agricoltura Bellanova per chiedere delle deroghe sull’uso delle molecole per contrastare il fenomeno ed è stata proposta al ministero una modifica dei disciplinari di agricoltura integrata per rispondere meglio al problema della maculatura. —
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