La Nuova Ferrara

Ferrara

consiglio straordinario 

Violenza sulle donne In crescita del 45% chi reclama un aiuto

Beatrice Barberini

Nei primi mesi del 2020 sempre più vittime allo Sportello La psicologa: «Il lockdown ha esasperato la convivenza»

3 MINUTI DI LETTURA





CENTO

Una panchina rossa ricoperta di fiori e messaggi, la Rocca illuminata e il video “Sono folle d’amore per te... donna”, per aiutare le donne a liberarsi dall’incubo.

Fronte compatto, il consiglio comunale si è riunito ieri sera in una videoconferenza dedicata alla Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. A fronte di «un fenomeno aggravato per effetto della pandemia che ha costretto le donne, e i loro figli, a rimanere in casa coi proprio carnefici», il pensiero dell’assessore alle pari opportunità Mariacristina Barbieri è andato a Franca Viola, oggi 72enne, «la prima donna italiana a rifiutare all’età di 17 anni il matrimonio riparatore con il malavitoso Filippo Melodia, uomo che l’ha rapita e violentata. Una donna che con la sua storia, è divenuta simbolo di coraggio e crescita civile dell’Italia nel secondo dopoguerra e dell’emancipazione delle donne italiane».

Poi si è passati ad analizzare l’attività del Centro Antiviolenza, quotidiana come testimoniato da Monica Borghi, psicologia e coordinatrice che ha analizzato «i mille volti ed effetti della violenza, esasperati dalla pandemia, che ha congelato tribunali, consulenze legali e mondo del lavoro, e intasato pronto soccorsi. Un calo decisivo a marzo, poi la ripresa a giugno. Molte le donne con figli che nel lockdown hanno avuto remore ad uscire di casa per paura di esporre i figli al contagio».

I NUMERI

Sono state 224 le donne accolte al Centro Donna Giustizia: 121 residenti a Ferrara, 103 in altri Comuni della provincia, di cui 16 provengono dal Distretto Nord, 36 dal Distretto Sud-Est e 51 dal Distretto Ovest. Di queste ultime, 28 da Cento (+4 rispetto al 2019), 12 da Bondeno, 3 da Terre del Reno, 2 da Poggio Renatico, 6 da Vigarano Mainarda.

Con Beatrice Zanetti, i dati dei primi 10 mesi del 2020 relativi al Punto decentrato di Cento: «Il lockdown ha esasperato la convivenza dove già c’era violenza. Difficile per le donne trovare il momento per chiamare e chiedere aiuto». Sono 29 le donne che nel 2020 (+9 sul 2019) si sono rivolte allo sportello di Cento: 26 residenti a Cento e frazioni, 2 a Terre del Reno, 1 a Bologna. «Dieci di queste avevano già avuto in precedenza contatti. Diciotto sono italiane, mentre 11 sono originarie di altri paesi, 24 sono mamme con 48 figli (+20 nel giro di un anno) di età compresa tra gli 0 e i 18 anni.

Delle 29 accolte, 24 hanno subito violenza e 37 figli hanno subito a loro volta o hanno assistito a forme di violenza. «Importante intervenire sui bambini – ha detto l’esperta –, spesso in casa con la didattica a distanza, per evitare che interiorizzino il modello familiare violento».

Chiusura con l’appello del sindaco Toselli alle donne: «Siate coraggiose, non abbiate paura, contattate il Punto antiviolenza o la Polizia locale per denunciare. Le istituzioni ci sono, la rete che unisce forze dell’ordine, Centro Donna Giustizia, servizi sociali è pronta ad attivarsi. La prevenzione comunque deve partire dalla scuola». —

Beatrice Barberini

© RIPRODUZIONE RISERVATA



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google