Minuto di silenzio in consiglio Il sindaco: vicini e riconoscenti
Dalle istituzioni centesi cordoglio e ricordi affettuosi per l’appuntato L’assessore e suo ex comandante: era il nostro “biglietto da visita”
le testimonianze
La scomparsa del carabiniere Luca Rigato ha compito profondamente la comunità centese. Lo ha testimoniato ieri sera l’intero consiglio comunale che ha svolto un minuto di silenzio in apertura di seduta, dopo le parole di cordoglio del presidente Matteo Veronesi. Nel pomeriggio aveva parlato il sindaco Fabrizio Toselli: «Ero informato del fatto che Rigato fosse positivo al Covid e che l’Asl avesse fatto tutti i controlli tra i colleghi della stazione dei carabinieri per verificare eventuali altri contagi. Ma non certo si poteva immaginare un epilogo tanto triste. La notizia ha lasciato me e tutta la giunta comunale senza parole. Subito ho voluto chiamare il maggiore Petroli per fare, a nome dell’amministrazione intera, le più sentite condoglianze all’arma dei carabinieri e nello specifico alla compagnia di Cento». Il sindaco ha inoltre provveduto a inviare nella mattinata un telegramma alla famiglia: «Tutta la mia vicinanza alla moglie Valeria, molto conosciuta in città. La scomparsa di una persona cara è sempre una tragedia. Ma quando a lasciarci, a causa del Covid, è una persona giovane, è ancor più difficile. La cosa lascia tutti sgomenti. Ma allo stesso tempo, è da ricordare che Rigato era un carabiniere, e come tutte le forze dell’ordine e i sanitari, sono al servizio della comunità e per questo sono più esposti e corrono più rischi di tanti altri di essere contagiati. A lui, come a tutte le forze dell’ordine e a chi quotidianamente lavora per garantire un servizio indispensabile alla comunità, dobbiamo un ringraziamento speciale».
A ricordare l’appuntato è l’assessore alla sicurezza, il maggiore Antonio Labianco: «Ho conosciuto Rigato mentre ricoprivo l’incarico di comandante provinciale dell’Arma. Era una persona che ha sempre saputo coniugare le sue qualità professionali con quelle umane, in maniera concreta, come è la missione del carabiniere. Quando l’ho conosciuto era in servizio nel 2008 alla stazione di Renazzo, poi nel 2010 chiese di essere trasferito alla stazione di Cento per avvicinarsi ancor più alla famiglia. Cosa che autorizzai perché era persona meritevole e motivata, riconoscendo le sue spiccate doti umane. Dopo 36 anni ormai aveva l’ultima parte del servizio. Ha saputo farsi apprezzare anche come “biglietto da visita” dell’Arma, all’ingresso della stazione di Cento. Accoglieva e riceveva con grande correttezza e disponibilità tutte le persone che qui si recavano per qualsiasi motivo, un incarico anche pericoloso oggi. Nelle diverse occasione in cui mi sono recato in caserma, per i contatti periodici con l’Arma, l’ho rincontrato e il piacere di ritrovarsi è stato reciproco».
Poi il ricordo dell’ex collega e presidente dell’Anc Ignazio Messina: «Ho collaborato con Luca per 25 anni. Era una persona splendida, un uomo eccezionale in tutti i sensi. Lui cercava di mettere pace tra le persone, cercava di sistemare e risolvere qualsiasi tipo di questione, un pacificatore». –
be. ba.
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