Nostalgia della classe Gli psicologi in ascolto
La fatica a trovare la necessaria concentrazione e tranquillità mentre in casa il resto della famiglia è occupato nelle normali faccende della quotidianità domestica. Ma, soprattutto, la mancanza dei compagni di classe, della socialità e della condivisione. Sono questi i problemi che gli studenti “imprigionati” nella Dad espongono agli psicologi scolastici. Un servizio già presente in molte scuole ma che con la pandemia è stato potenziato. I 1.600 euro distribuiti dal Ministero a ciascun plesso scolastico non sono stati sprecati, spiegano i dirigenti, e il servizio potrà continuare a essere implementato con le ulteriori risorse (3.200 euro) da gennaio a giugno. «Da tempo abbiamo avviato una collaborazione con “Il Piccolo Principe” - spiega Emilia Dimitri (Bachelet) - ed è attivo uno sportello di ascolto dedicato agli studenti ma anche ai genitori. Proprio in questi giorni è in programma una serie di incontri mirati con le famiglie, gli studenti del biennio e del triennio». Anche l’Einaudi si avvale della collaborazione di uno psicologo interno attraverso il Piccolo Principe, sottolinea la dirigente Fornasiero: «Agli sportelli individuali, online oppure in presenza in occasione delle giornate di laboratorio, abbiamo organizzato focus group di classe. E i ragazzi hanno dimostrato di apprezzare il servizio, il riscontro è ottime». Da anni Promeco collabora con il Vergani, ricorda il dirigente Massimiliano Urbinati, ma al tempo stesso è anche la “rete” dei docenti a fornire ascolto e sostegno ai ragazzi in questo momento difficile: «Perché un professore non deve solo fornire nozioni, ma empatia e comprensione. È questo che significa essere educatori». —
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