Rifiuti, stangate Tari a Ferrara Ora il Comune tratta con Hera
La giunta studia un bando per aiutare le imprese del settore turistico E attacca: amministrazione tagliata fuori, serve un nuovo regolamento
l’intervento
Per tutte le imprese in difficoltà il Comune di Ferrara è in trattativa con Hera per far slittare la tariffa rifiuti ad aprile e rendere poi rateizzabile il pagamento. Trattativa necessaria, è la sottolineatura dell’assessore Matteo Fornasini, perché «per scelta della precedente amministrazione la Tari nella nostra città è considerata come una tariffa da corrispondere al gestore e non come una tassa sulla quale il Comune può intervenire in modo diretto per calmierare»; allo studio c’è anche un nuovo bando per destinare contributi a fondo perduto alle strutture del comparto ricettivo e turistico e aiutare appunto le imprese in difficoltà nel pagamento della Tari.
Per aiutare alberghi, gestori di negozi e locali «che si trovano ora – dice Fornasini – a dover affrontare il pagamento di una spesa fissa che va ad assommarsi ai mancati introiti di questa ormai prolungata emergenza sanitaria». E il problema, si fa notare, nasce dalla configurazione di questo tipo di pagamento: «ormai più di due anni fa, quindi con la precedente amministrazione – ribadisce l’assessore al Bilancio – il Comune di Ferrara è passato, unico Comune capoluogo nella Regione, dal sistema di pagamento con la tassa a quello a tariffa, quindi con una tariffa da corrispondere al gestore. Questo è un aspetto importante perché la tariffa corrispettiva puntuale (Tcp), al contrario della Tari, resta in questo modo completamente fuori dal bilancio del Comune ed è passata direttamente alla gestione di Hera, che incassa tramite le bollette il costo del servizio di smaltimento e raccolta dei rifiuti. In questo momento questa modalità si è rivelata penalizzante, perché intervenire direttamente è più difficoltoso e perché le decisioni da prendere come ente locale vanno sempre messe in relazione con le diverse normative emanate dal Governo per la gestione dell’emergenza Covid, a partire dalle scelte legate allo stanziamento dei fondi statali per le amministrazioni locali».
Concetto ribadito anche dall’assessore Alessandro Balboni: «L’attuale sistema di tariffazione rifiuti soffre della grave carenza che abbiamo ereditato. Infatti la bolletta non è divisa in maniera equa tra quota fissa e quota variabile: quest’ultima è ancora una piccola frazione dell’importo complessivo».
Contraddizione «particolarmente evidente, e quindi grave, per quanto riguarda le attività chiuse in periodo di lockdown: nonostante in quel periodo le attività non abbiano prodotto alcuna quantità di rifiuti, il peso della bolletta rimane pressoché invariato. È paradossale che esponenti della ex amministrazione gli scorsi giorni abbiano lanciato l’allarme sulle bollette, quando il problema è sorto a causa delle scelte che hanno fatto e del regolamento che loro stessi hanno scritto. Come amministrazione siamo al lavoro già dal 2019 per approvare un nuovo regolamento rifiuti». —
Giovanna Corrieri
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