Bper-Banco Bpm nozze più lontane I titoli in Borsa finiscono in rosso
L’ad Vandelli: impegnati al momento con l’operazione Ubi Brusca frenata sulla ipotesi di matrimonio tra i due istituti
Le promesse spose Banco Bpm e Bper avranno bisogno di un po’ tempo per organizzare le nozze a cui si sono già invitati protagonisti e parenti stretti, come Unipol, primo azionista della banca modenese, e l’amministratore delegato di Banco Bpm, Giuseppe Castagna, sotto lo sguardo benevolo della Vigilanza, sicuramente favorevole a un consolidamento che rafforza il credito tricolore.
col freno tirato
A tirare il freno è stato l’amministratore delegato di Bper, Alessandro Vandelli, impegnato a inglobare circa 600 sportelli di Ubi Banca che faranno fare a Bper un grosso salto dimensionale, radicandola in alcune delle aree più ricche del Paese, Lombardia in testa.
«È chiaro che questo lavoro che stiamo facendo, che è veramente importante, che interessa un po’ tutte le strutture della banca e che è molto significativo ci impegnerà nei prossimi tre-sei mesi nel corso dei quali è davvero difficile aprire altre aree di attività», ha spiegato Vandelli.
L’avvio di un tavolo è dunque rimandato a dopo la primavera, quando sulla plancia di comando di Bper salirà il nuovo cda, fresco di elezione, e dunque nella posizione migliore per prendere decisioni che cambieranno il futuro della banca. Cda, tra l’altro, che verrà eletto con il nuovo sistema proporzionale e in cui troverà rappresentanza anche Unipol, sponsor convinta del consolidamento e decisa a salire a bordo dopo aver investito parecchie centinaia di milioni in Bper, che della compagnia bolognese è anche il principale partner bancassicurativo. L’idea di un matrimonio sull’asse Modena-Milano-Verona è stata lanciata dall’ad di Unipol, Carlo Cimbri, che ha definito “affascinante” un progetto «da cui nascerebbe un gruppo da 300 miliardi di attivi, prevalentemente nel nord Italia, con quote di mercato importanti nelle regioni più produttive del Paese ed economie di scala estremamente rilevanti». Assist raccolto “con piacere” da Castagna che, a stretto giro, si era detto interessato «a esplorare operazioni di aggregazione con una forte valenza industriale».
il consolidamento
Un interesse, quello per il consolidamento, ribadito ancora oggi: «Siamo molto disponibili a fare fusioni, in un contesto di grande fermento per tutto il settore bancario e dopo che l’opa sul Creval ha chiuso i ragionamenti con il Credit Agricole».
Vandelli ha definito quello di Cimbri «uno stimolo importante» e i rapporti con gli azionisti “positivi” , assicurando «l’impegno a portare avanti strategie di crescita e sviluppo».
Prima però andrà chiusa l’operazione con Intesa su Ubi. Gli sportelli verranno rilevati all’inizio dell’anno prossimo, poi partirà il processo di integrazione, con il nuovo piano industriale che vedrà la luce «verso la fine del 2021» .
Piano che per ora sarà su base stand-alone anche se «da qui alla fine dell’anno c’è tanta strada da fare e si vedrà».
Quanto ai nuovi sportelli «non prevediamo la chiusura di una sola filiale di quella di Ubi, vogliamo diventare presenza di questo territorio e se possibile rafforzare ulteriormente la nostra presenza».
Nell’area strategica della Lombardia, Bper fa lo scatto dimensionale più importante: da 57 a 362 filiali, con l’apertura di 3 nuove direzioni regionali, a Bergamo, Brescia e Varese.
I tempi più lunghi della possibile fusione non sono piaciuti in Borsa, dove Banco Bpm ha perso il 2, 4% e Bper l’1, 1%. —
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