Caccia e pesca irregolari Beccati undici abusivi usciti dai loro comuni
La pandemia impone il rispetto delle regole anche per coloro che pescano e cacciano nel territorio ferrarese, grazie alla collaborazione fra guardie volontarie e Polizia provinciale. Per garantire l’osservanza delle limitazioni imposte dallo Stato e dalla Regione per ridurre la propagazione del virus è stata coinvolta anche la Polizia provinciale durante la prima fase della pandemia e lo è tuttora, spiega la Provincia, «sia nei presidi che si svolgono durante i fine settimana nel centro storico del capoluogo, sia nel restante territorio durante l’attività di competenza».
In vari casi si sono riscontrati movimenti non permessi. È il caso di pescatori non italiani e non residenti nei comuni in cui sono stati sorpresi, provenienti da altre regioni, oppure che svolgevano l’attività venatoria in un comune della provincia diverso da quello di residenza.
Una volta controllati dai volontari, sono stati sanzionati dal personale della Polizia provinciale. Complessivamente, sono state elevate 11 sanzioni per violazioni delle norme anticovid per un totale di oltre 5mila euro, principalmente nell’Alto Ferrarese, sia a cittadini stranieri (cinesi e rumeni), ma anche italiani (romagnoli e ferraresi).
In questi giorni, accanto all’informazione fornita a quanti, anche da altre regioni, stanno chiamando il comando della Polizia provinciale per avere chiarimenti sulle possibilità di spostamento, non sono stati tralasciati i controlli dei movimenti sul territorio, con molte autocertificazioni controllate durante l’attività di sicurezza stradale, che dichiarano situazioni rientranti in quelle consentite per lo spostamento. —
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