“Comunali”, sì all’integrativo Sulle assunzioni oggi si tratta
Incontro con il sindaco per evitare altri scioperi, in gioco oltre cento nuovi contratti Vitali (Cgil): mai richiesti i buoni pasto per i dipendenti in smart working
I dipendenti comunali sono impegnati su due fronti sindacali, in questi giorni, mentre un terzo si è appena chiuso. Si tratta in quest’ultimo caso del contratto integrativo del Comune, che riguarda tutti i 1.125 dipendenti, e che i confederali hanno firmato sulla falsariga, fanno sapere, dei contenuti degli anni scorsi: sono confermati le varie indennità (turno, rischio e comparto) che valgono qualche decina di euro al mese in busta paga, e i fondi per le progressioni orizzontali «che però sono già previste nel rinnovo del contratto nazionale, non si tratta di soldi stanziati dal Comune» spiega Natale Vitali, segretario della Funzione pubblica Cgil.
La firma sull’integrativo, chiariscono i sindacati, non incide sulle altre vertenze in corso, che riguardano il programma di assunzioni di Palazzo municipale e il contratto nazionale del pubblico impiego. Oggi, in particolare, è previsto un incontro cruciale sulla questione assunzioni, che è stata al centro dello sciopero dei dipendenti comunali del 6 novembre. A proposito di Covid e smart working, i sindacati tengono a sottolineare che «non ci sono i buoni pasto per i dipendenti che lavorano a casa, né sono stati mai richiesti».
vertenza assunzioni
L’incontro è al massimo livello, nel senso che è prevista da parte comunale la presenza del sindaco Alan Fabbri e dell’assessore al Personale, Angela Travagli. Sul tavolo vi sono le questioni che hanno portato allo stato di agitazione confederale, cioè «le assunzioni insufficienti - dice Vitali - Non sono in linea non diciamo con le nostre richieste, ma nemmeno con quanto previsto dal Piano assunzioni del Comune: quest’anno a fronte di 3 milioni previsti per questa voce, ne sono stati spesi 1,4, dei quali circa 600mila per incarichi fiduciari del sindaco. L’anno prossimo sono in previsione oltre 100 assunzioni, a questo punto chiediamo garanzie anche in prospettiva».
salario
Il 9 dicembre è in calendario lo sciopero nazionale del pubblico impiego, che in provincia di Ferrara riguarderà circa 9mila addetti, «ma molti di loro non potranno scioperare perché fanno parte delle categorie che devono garantire il servizio: vigili del fuoco, forze dell’ordine, dipendenti della sanità, tra gli altri» è sempre il sindacalista Cgil a parlare. Il piano assunzioni di queste categorie, a livello governativo, è uno dei punti al centro dello sciopero, assieme alle relazioni sindacali («la ministra Dadone ha deciso lo smart working al 60% senza consultare nessuno») e la disponibilità dei dispositivi di protezione individuale anti-Covid («nel Ferrarese abbiamo ancora abbastanza scorte, ma non è così ovunque»).
La questione più controversa sono in queste ore le richieste sindacali di adeguamento salariale, che Vitali spiega così: «Il governo dice di garantire 107 euro in più al mese, ma non è così. Si tratta di una media che tiene conto delle retribuzioni di magistrati e diplomatici, inoltre bisogna togliere una serie d’indennità che vengono già riconosciute per cui, alla fine, restano 37 euro lordi al mese. A nostro avviso non si tratta di una proposta dignitosa, visto che dal rinnovo del 2008 in poi sono arrivati solo 80 euro lordi in busta ai dipendenti».
La richiesta sindacale è di un aumento di «non meno di 85 euro lordi al mese», riassume Vitali. —
stefano ciervo
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