Comunità energetiche e consumi collettivi Argenta ci vuol provare
Ok in consiglio alla mozione proposta da Bertaccini (M5s) L’idea passa dalla collaborazione tra Soelia e il non profit
ARGENTA
Di promozione dell’autoconsumo e delle comunità energetiche si è parlato nell’ultimo consiglio comunale di Argenta. Una novità assoluta illustrata attraverso una mozione presentata da Luca Bertaccini, con la quale l’esponente del M5s ha chiesto alla giunta di «promuovere nel territorio comunale, la creazione di comunità energetiche e di autoconsumo collettivo, con coinvolgimento dei cittadini residenti e delle imprese e l’impiego di aree o edifici di proprietà comunale, in particolare sostenendo prioritariamente le forme di configurazioni che generano benefici diretti con la riduzione dei costi in bolletta per i cittadini con maggiore disagio economico».
Obbiettivi che per Bertaccini potrebbero essere raggiunti attraverso una collaborazione tra Soelia, e organizzazioni no-profit come il Centro per le Comunità Solari di Medicina. Inoltre, ha proposto di «assicurare anche attraverso la creazione di apposito sportello o centro informazioni la messa a disposizione dei cittadini delle informazioni necessarie a promuovere la creazione di comunità energetiche e sistemi di autoconsumo collettivo».
emendamento approvato
La mozione ha subito un emendamento con il quale Giacomo Zaccaria (Pd), pur non modificando la struttura, ha chiesto che si valuti bene l’operazione prima di impegnare sindaco e giunta. L’argomento dovrà passare attraverso l’apposita commissione coinvolgendo esperti e soprattutto Soelia. Emendamento e mozione sono stati approvati con 11 sì (Pd e M5s) e 2 astensioni (Lega).
DI COSA SI TRATTA
Attraverso il testo della mozione vediamo cosa si intende per comunità energetiche. Tutto parte da una direttiva europea che riconosce e promuove le configurazioni di autoconsumo collettivo e di comunità energetiche. Una soluzione che l’Italia ha adottato attraverso il Piano nazionale integrato energia clima (Pniec). Attualmente, i consumatori di energia elettrica possono associarsi per realizzare configurazioni di due tipi: l’autoconsumo collettivo, che può essere attivato da famiglie e altri soggetti che si trovano nello stesso edificio o condominio, purché i soggetti diversi dalle famiglie non producano energia come attività principale; o le comunità energetiche, alle quali possono partecipare persone fisiche, piccole e medie imprese, enti territoriali o autorità locali, comprese le amministrazioni comunali, ubicati in un perimetro più ampio rispetto a quello condominiale, purché siano tutti collegati alla medesima cabina di trasformazione dell’energia di media-bassa tensione e la partecipazione alla comunità di energia rinnovabile non costituisca l’attività commerciale e industriale principale. In entrambi i casi, i consumatori mantengono il diritto di scegliere il proprio fornitore e di recedere in qualunque momento dalla comunità energetica.
I vantaggi? Viene riconosciuto un beneficio diretto in termini di riduzione dei costi in bolletta di alcune tariffe derivanti dal minor utilizzo del sistema elettrico, oltre a una diminuzione del costo attribuito al consumo dell’energia essendo questa autoprodotta e autoconsumata. Non solo: le iniziative vengono sostenute anche da una tariffa incentivante data dal Ministero dello sviluppo economico. In pratica, cittadini, enti pubblici e Pmi possono attivarsi collettivamente riducendo i costi della bolletta, alimentando la crescita economica, sostenibile e sociale e abbattendo le emissioni inquinanti. —
GIORGIO CARNAROLI
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google