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Palasport, una commissione approfondirà i costi dei lavori

Beatrice Barberini

Il consiglio ha dato il via libera alla sua istituzione, come richiesto dall’opposizione  Il sindaco: «Chiariremo tutto, prima la struttura era da chiudere, ora è a norma»

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CENTO

All’unanimità, ma non senza colpi e contraccolpi, il consiglio dà l’ok all’odg che prevede l’istituzione di una commissione di verifica sui costi del palasport, presentato dai consiglieri Contri, Lodi, Pettazzoni, Mattarelli e Maccaferri. Un documento, dice Contri, che è «un voto di sfiducia nei confronti dell’operato del sindaco Toselli nella gestione priva di trasparenza del cantiere. Un’opera che doveva costare, con lo sconto del 19%, meno di 3 milioni, ma che in realtà ha comportato un esborso di 4 milioni, di cui 800mila per opere spacciate come migliorie, ma in realtà essenziali e ben prevedibili per avere una struttura a norma. Con questa commissione facciamo finalmente chiarezza».

Come è possibile, domanda Pettazzoni (Lega) «contemplare un progetto, a cui mancava tutto ciò che era indispensabile. Chiediamo di poterci vedere chiaro». Da Mattarelli (LpC) la richiesta che «la presidenza venga riconosciuta all’opposizione» in una commissione speciale che, secondo Lodi (Pd) «ha il sapore dell’eccezionalità. Sul palazzetto sono state dette tante parole, ma non è stata detta la verità e i conti non sono chiari. Oggi con l’istituzione di questa commissione, facciamo un’operazione di verità: si tratta di una misura straordinaria perché alla prova dell’ordinario l’amministrazione Toselli non ha superato l’esame di trasparenza».

Dal gruppo di maggioranza Cento Civica-Idea in Comune arriva un voto favorevole: «Se ci fosse qualcosa da nascondere, voteremmo no – dice il capogruppo Pirani –. Ma vogliamo che vengano esaminati con attenzione documenti e conti. Siamo orgogliosi che a Cento ci sia oggi un palazzetto da serie A dove la nostra squadra possa giocare». Poi la conferma del sindaco Toselli: «Siamo favorevoli all’istituzione, sarà l’occasione per rispondere e dare quei chiarimenti richiesti. Ma partiamo dal presupposto che quel palazzetto era da chiudere, da tempo non aveva nulla a norma. Oggi invece Cento ha un palazzetto a norma». —

Beatrice Barberini

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