Richiami vietati Cacciatore denunciato
comacchio
Voleva “fare il furbo” e cacciare con metodi non autorizzati per portare a casa più selvaggina, ma gli è andata male ed è stato denunciato. La Polizia locale provinciale, domenica scorsa ha sorpreso un cacciatore comacchiese in zona pre parco nelle Valli mimetizzato fra la vegetazione all’interno di un appostamento. Gli agenti, a bordo di una piccola imbarcazione e tenendo il motore al minimo sono riusciti ad arrivare ad una tona senza essere visti e nella stessa hanno sorpreso una doppietta che stava utilizzando un richiamo acustico elettromagnetico, con amplificatore del suono.
l’operazione
Senza essere visti gli agenti hanno spento lo strumento acustico, quale prova inequivocabile del reato commesso.
Il vento a favore ha permesso agli uomini in divisa, diretti dall’ispettore capo Fabio Piva, di avvertire il suono del richiamo ininterrottamente da almeno quindici minuti e perciò di poterlo seguire fino alla postazione in cui era collocato. Lo strumento stava riproducendo il canto dell’alzavola e del fischione e poi quello del germano reale a volume altissimo, in modo da attirare i volatili.
il divieto
«Un sistema abusivo di caccia altresì odioso – precisa il comandante Claudio Castagnoli – perché inganna la selvaggina rendendone più facile l’abbattimento». Il cacciatore è stato comunque notiziato all’autorità giudiziaria per aver utilizzato mezzi vietati durante l’esercizio della caccia. Una violazione che comporta un’ammenda fino a 1.549 euro, il sequestro del fucile e del richiamo acustico, che sarà poi confiscato e distrutto. «Ringrazio i miei uomini – commenta Castagnoli – che con abnegazione contribuiscono alla tutela della legalità, anche in condizioni climatiche e logistiche difficili dimostrando sempre una professionalità all’altezza della situazione». —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
