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Addio mitico Trap, appassionato cantore del Delta

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«Ciao sono il Trap. Volevo dire che è morto mio nipote. Se non vi dispiace, vorrei scriverlo io il pezzo».

Poche parole, dette al telefono. Poche parole che fanno capire chi era Vincenzo Trapella, un uomo che amava profondamente la sua attività di giornalista, professione che ha svolto dagli anni Cinquanta del XX secolo fino a pochissimo tempo fa. Con i suoi 87 anni era il decano dei giornalisti ferraresi.

Le nostre strade si incrociarono per la prima volta nella redazione della Gazzetta di Ferrara, editore Canovi, in via Borgoleoni a metà degli anni Settanta. Lui era già un affermato cronista.

Da allora non ci siamo più persi di vista. Collaborammo nell’ambito del calcio dilettantistico fino a quando, nella ricerca di corrispondenti per la nascitura Nuova Ferrara, fu uno dei primi ad essere interpellati ed accettò con entusiasmo. Si occupava a tutto tondo di Codigoro e di calcio dilettantistico bel Basso Ferrarese una delle sue passioni assieme alla politica.

Lo ricordo volontario negli anni Ottanta alla festa de l’Umanità – l’allora organo del Psdi – al Lido di Volano. Fedelissimo di Luigi Preti, «uno dei pochissimi politici che ha fatto qualcosa per il territorio ferrarese» amava sottolineare. Ci incontravamo periodicamente e talvolta si univa anche Ugo Bertaglia che per la Nuova Ferrara seguiva la Codigorese, proprio al Lido di Volano. «È il nostro lido e non capisco perché debba essere lasciato a Comacchio».

Spesso rievocava quel famoso ballo con Sofia Loren sul set de “La donna del fiume”, il film diretto da Mario Soldati e girato proprio tra Comacchio, Lido di Volano e il Taglio della Falce nel 1954. Guai dirgli che ballò con la controfigura della Loren. «A lo vista ben», ribatteva in dialetto a chi osava metterlo in dubbio.

Ciao Trap, cantore di Codigoro e del Delta. —

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