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la decisione 

Aiuti alle case di riposo La Regione pagherà anche per i letti vuoti

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Stanziamento di 32 milioni di euro dalla Regione Emilia-Romagna a favore di strutture residenziali accreditate che si prendono cura di anziani e persone con disabilità per sostenerle in un momento in cui l’emergenza pandemica ne sta mettendo a rischio la stessa operatività quotidiana. Un sistema di welfare nel quale lavorano migliaia di addetti. Il piano è stato presentato ieri dalla vicepresidente con delega al Welfare, Elly Schlein, e dall’assessore alla sanità, Raffaele Donini. Si tratta di fondi per la copertura di spese vive – a partire da quelle per il personale fino all’acquisto dei dispositivi di protezione individuale per gli operatori stessi – che la Regione mette a disposizione nella «consapevolezza condivisa con i gestori di dover varare la riforma del sistema di cura e assistenza in questo campo, in primo luogo con l’innalzamento degli standard qualitativi dei servizi forniti da chi affianca il sistema socio-sanitario pubblico, non appena sarà passata la fase di crisi».

I provvedimenti assunti – formalizzati da due atti di Giunta – vanno in tre direzioni. La prima è l’adeguamento delle tariffe relative ai servizi accreditati (finanziato con 7 milioni), a tutela dei lavoratori, per permettere ai gestori di liquidare al personale dipendente gli aumenti stipendiali definiti dai contratti di lavoro. «Siamo orgogliosi – dicono Schlein e Donini – di essere la prima Regione in Italia che durante la pandemia applica gli aumenti contrattuali ai gestori».

Secondo tassello la fornitura di dispositivi di protezione individuale o l’assegnazione di un contributo per l’acquisto in auto-approvvigionamento. Infine il riconoscimento della quota socio-sanitaria dei posti accreditati anche se non occupati durante la pandemia, per evitare la chiusura delle strutture a causa dei costi comunque sostenuti. —

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