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Diffamazioni sul web Sgarbi deve pagare maxi multa e danni

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È stata confermata la condanna a 20mila euro di multa e 20mila di provvisionale sul risarcimento danni, inflitta a Vittorio Sgarbi per aver diffamato l’avvocato ed esperto d’arte umbro Italo Tomassoni. In un comunicato del 2012 finito sul web, lo aveva tacciato di incompetenza, di plagio e di circonvenzione di incapace; era in corso una aspra querelle sull’autenticità di alcune opere di Gino De Dominicis che il critico ferrarese aveva certificato ma che erano state sequestrate dalla procura di Perugia.

La sentenza di primo grado, confermata in Appello a Bologna, ha superato indenne anche la Cassazione dove era approdata su richiesta dei difensori di Sgarbi che lamentavano la scelta di Ferrara come tribunale competente e il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche. Questioni inammissibili, entrambe, secondo i giudici romani. La mancata concessione delle attenuanti generiche era stata sufficientemente motivata (almeno per gli elementi rilevanti nella decisione), e l’eccezione di incompetenza territoriale andava sollevata prima. Per completezza, i giudici hanno comunque voluto affrontare il nodo della competenza territoriale, indicata su Ferrara perché non potendosi stabilire il luogo da cui era partito l’invio digitale del testo, a norma di legge si è ancorato il procedimento a quella che comunque era una certezza, la residenza anagrafica di Sgarbi. Non Roma dove pure abitava e aveva ricevuto gli atti giudiziari, ma Ferrara dove era iscritto ai registri pubblici. Ricorso inammissibile e ulteriore condanna a pagare tremila euro alla cassa delle ammende e duemila euro alla parte civile per le spese. —

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