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piazzale san benedetto 

Doppio colpo, rubati i certificati di proprietà nelle auto in sosta

d.b.

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Il primo episodio nel piazzale davanti alla chiesa di San Benedetto era avvenuto nella notte fra il 30 novembre e l’1 dicembre. Un paio di sere fa il bis, stavolta ai danni dell’auto di don Lucio, uno dei parroci della chiesa di corso Porta Po. Ma la curiosità sta nel fatto che nelle autovetture aperte in orario notturno non sono stati portati via chissà quali oggetti, ma il ladro (o i ladri) aveva un obiettivo ben preciso, il certificato di proprietà. Per quale motivo? Semplice, per provare a vedere l’auto on line, ricavare il denaro pattuito poi se la sbrigheranno il proprietario e l’acquirente a risolvere la contesa. Motivo per il quale conviene fare sempre la denuncia di un furto.

Il primo a trovarsi l’automobile aperta (una Fiat Panda) la mattina di martedì è stato il popolare musicista ferrarese Sergio Rossoni: «Mi sono trovato tutte le cose buttate all’aria all’interno della macchina. Non c’erano chissà quali beni di valore da rubare, infatti ho rimesso gli oggetti al loro posto e a quel punto l’unico problema era quello di sistemare lo sportello forzato per entrare».

il bis

Due giorni dopo, però, ecco che don Lucio parlando con Rossoni gli ha raccontato l’identica vicissitudine (in questo caso una Fiat Multipla), ma con l’aggiunta che a lui in particolare mancava il certificato di proprietà della vettura. «Non ci avevo certo pensato di guardare fra i documenti se mancava qualcosa; a quel punto ho controllato anche nella mia auto - dice il chitarrista - e ho visto che pure da me mancava il certificato di proprietà. Quindi, ho capito che era un furto ben organizzato, non casuale».

Immediata la denuncia alla Polizia di Stato, la quale ha rilasciato a Rossoni un nuovo documento con cui presentarsi all’Aci e rifare il certificato di proprietà, proprio per evitare spiacevoli problemi futuri... «A questo punto mi porterò sempre i documenti in casa, per evitare si ripeta un episodio del genere. Se ne scoprono sempre delle nuove...». —

d.b.

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