La Nuova Ferrara

Ferrara

goro 

Mare pieno di plastica Ricercatori Unife all’opera per pulirlo

Mare pieno di plastica Ricercatori Unife all’opera per pulirlo

Partita la collaborazione tra Università, Comune e Clara Si comincia dalla classificazione dei rifiuti delle attività ittiche

2 MINUTI DI LETTURA





goro

Basta fare un giro nei porti o sulle spiagge dopo giorni di alta marea per rendersi conto davvero di quanta plastica c’è nel mare. Una situazione che preoccupa non poco, tanto che è decollato operativamente in questi giorni il progetto di ricerca dell’Università di Ferrara per la raccolta di reti fantasma e rifiuti dal mare nella sacca di Goro, in collaborazione con la marineria di Goro, il Comune e Clara.

il progetto

«Lo scopo della ricerca è individuare, rimuovere e classificare i rifiuti del mare tipici delle attività ittiche – come le reti fantasma e gli attrezzi da pesca perduti – ma anche di altri rifiuti marini, soprattutto plastica», spiega il professor Michele Mistri, docente del Dipartimento di Scienze chimiche e farmaceutiche di Unife e responsabile scientifico del progetto.

L’intervento si sviluppa con il coinvolgimento in tutte le sue fasi dei pescatori della marineria di Goro, impegnati a recuperare i rifiuti intercettati durante le attività di pesca a strascico, separarli in base alla loro natura, portarli a terra, dove vengono provvisoriamente depositati in appositi contenitori collocati in due nuove aree ecologiche allestite da Clara. A questo punto intervengono i ricercatori dell’Università, per la quantificazione, l’analisi e la caratterizzazione dei rifiuti raccolti. Dopo l’analisi i materiali verranno regolarmente avviati a smaltimento o recupero da Clara. Il progetto, della durata di sei mesi, prevede anche la formazione e la sensibilizzazione degli addetti del comparto pesca-acquacoltura di Goro.

il coinvolgimento

«L’intervento mira anche a rafforzare il ruolo delle comunità di pescatori nello sviluppo locale e nella governance ambientale locale e delle attività marittime - continua Mistri -. L’obiettivo è quello di tutelare le risorse naturali ed ambientali riducendo la pesca fantasma e l’inquinamento da plastica in mare, e di favorire la crescita sostenibile del settore dell’acquacoltura, un settore con una forte connotazione nel territorio ferrarese e nel Delta del Po e che sta vivendo un rapido sviluppo».

«Per la nostra azienda sostenere questo tipo di progetti è non solo un dovere ma un orgoglio - ha dichiarato Alida Padovani, consigliera di amministrazione di Clara - e il tema dei danni provocati all’ecosistema dai rifiuti plastici dispersi in mare è sicuramente una priorità». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google