Ferrara, le testimonianze dei frontalieri: «Non riunirci a Natale è troppo»
A Santa Maria Maddalena sono tantissimi gli estensi “trapiantati”. Le loro storie fra disillusioni, amarezza e il virus che li ha colpiti
FERRARA. Sono tanti, tantissimi i ferraresi “frontalieri” degli affetti, ossia le famiglie divise dal Po e, quindi, residenti in regioni diverse. Per loro il calore delle vacanze natalizie si trasformerà in ulteriore tristezza.
Enrica Grotti vive a Santa Maria Maddalena, i suoi genitori a Vigarano Pieve, i suoceri e la sorella a Barco: «Sono stata operata un anno fa, di qua ho mio figlio che fa la sua vita, mio marito lavora a Bologna, se non avessi il mio vicino ad accompagnarmi fuori ogni tanto... I miei genitori hanno oltre 80 anni e sonio inviperiti, così i miei suoceri. Mia sorella e io se stiamo a casa non è un gran problema, ci sentiamo al telefono, ci sfoghiamo e... basta: dobbiamo stare alle regole, sperando che serva. Festeggeremo Natale prima del 25, non si va a Messa... è troppo!».
Ilaria Righetti, pure lei maddalenese di residenza, è dispiaciuta, certo, ma ha ben altra urgenza: «È un brutto periodo, sono positiva al covid e mio marito è addirittura ricoverato. Per me è ancora peggio, ho tutti i parenti dall’altra parte del Po e io sono da sola. Tutti gli anni festeggiamo assieme, quest’anno non sarebbe comunque possibile. È dal 15 novembre che sono chiusa in casa, non posso nemmeno portare fuori i miei cani, è tutto complicato...». Altra maddalenese d’adozione è Zelika Milani ha pubblicato un post su Facebook per vedere se trovava un suggerimento che rendesse possibile la fuga: «Cercavo scappatoie, ma se rischio una multa, aspetto gennaio e speriamo che ci liberino. È un controsenso: mio fratello abita a Jolanda, i miei a Berra e non potranno fare Natale assieme in mezzo a campagna. Un abbraccio e un dono almeno a Natale ce li potevano concedere, visto che avevamo dovuto rinunciare già a Pasqua».
Poi, si fa più seria: «Paghiamo tutti per colpa di qualcuno: la scorsa estate nelle Marche ero l’unica a entrare nello stabilimento balneare con la mascherina...Ora un’altra festività è rovinata: se si può fare qualcosa..». Carla Rangoni è una ferrarese trapiantata a “Santa”: «Come l’abbiamo presa? Le figlie stanno a Ferrara: una il 20 compie gli anni e festeggeremo prima dello stop, l’altra mi ha detto che non mi lascia qui da sola».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google

