L’ultimo saluto al contradaiolo Le lacrime anche dal cielo
Tantissime le persone dentro e fuori dalla chiesa per salutare Luca Naldi, 46 anni L’amico: «In futuro la sua presenza sarà sempre ricordata e l’assenza evidente»
COPPARO
La comunità copparese ieri ha dato il suo ultimo saluto al 46enne Luca Naldi: padre, figlio, fratello, marito, operaio, contradaiolo. Soprattutto, persona di sani principi, disponibile, apprezzatissima. Uno di quegli amici preziosi, di cui si sentirà davvero la mancanza. Ieri mattina la piccola chiesa di Cesta era piena ben prima del momento delle esequie. Fuori, le auto parcheggiate ovunque. In tanti sono rimasti fuori nonostante la pioggia fine ed insistente. Se è vero che quando muore un grande uomo i cieli ne mostrano la gloria con segnali evidenti, il fatto che anche il cielo abbia pianto per Luca è solo una parziale consolazione per una famiglia composta e dignitosa nel suo dolore infinito.
la cerimonia
Il parroco, don Piergiorgio, ha fatto leggere delle scritture e citato Isaia e le sue profezie sul futuro, e Luca, con il brano che invita ed essere sempre pronti con il lume per il ritorno nella notte. Poi l’officiante, nella sua omelia, si è posto la domanda che si sono posti tutti coloro che conoscevano Luca Naldi. Una domanda complessa, che ricorda il valore della persona, la sua famiglia, i bambini. Una domanda che si esplicita in una sola parola, e questa parola è: «Perché? ».
le risposte
Ma è una domanda che non può avere una risposta a parole, soprattutto a parole pronunciate da degli umani. Verso la fine della cerimonia, Massimo Ronconi, vicepresidente del Furnas, ha portato un contributo di cordoglio, amicizia ed affetto. «Ci mancherai, Luca», ha detto, l’amico contradaiolo, ripetendolo diverse volte, fermamente convinto.
«Nel futuro, la sua presenza sarà sempre ricordata e la sua assenza evidente» ha aggiunto. La chiave di questo momento è proprio questa: non si riesce a capire perché proprio lui sia stato colpito, e mentre a casa, insieme alla sua famiglia.
E una volta realizzato che la perdita è purtroppo reale, resta l’enorme rammarico per il vuoto lasciato.
A cerimonia conclusa, un forte applauso. Il padre, Giorgio, sulla sedia a rotelle, attorniato dai familiari resta subito dietro il feretro, quando lo caricano sul carro funebre. In tanti sono rimasti, magari al di là della strada, per salutare l’ultima volta. Le distanze obbligate dal controllo per il Covid, hanno impedito di accostarsi per dare calore e sostegno. Nonostante le mascherine, molti volti si intuiscono straniti, tristi, quasi increduli. Un altro applauso, sincero, prolungato, affettuoso. Poi il feretro si è diretto verso il Giardino della Cremazione, per l’ultimo viaggio di Luca. —
alessandro bassi
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