Il Panaro sfonda l’argine Il Reno in piena fa paura: aperte le paratie del Cavo
La manovra ha abbassato il livello del fiume: il colmo entra oggi nell’Argentano L’affluente del Po esonda nel Modenese: evacuate sessanta famiglie
CENTO
Il Panaro che rompe un argine nel Modenese ed esonda, la piena del Reno tenuta sotto controllo grazie all’apertura, a Sant’Agostino, delle paratoie che hanno scaricato l’acqua del fiume nel Cavo Napoleonico.
Era nelle previsioni che ieri l’ondata di maltempo mettesse sotto pressione il reticolo idrografico del Ferrarese e in particolare i fiumi Panaro e Reno. In particolare per lo scioglimento veloce della neve caduta sull’Appennino sommato alle piogge intense.
IL PANARO
Per l’affluente del Po, fin dalla serata di sabato era stata emessa l’allerta. Una piena che ha raggiunto livelli massimi mai toccati negli ultimi anni. Poi, ieri mattina alle 7, il fiume ha travolto l'argine a monte dell'abitato di Nonantola, nel Modenese, allagando campi, strade, attività e abitazioni in una zona che comprende anche il territorio comunale di Castelfranco Emilia. Una sessantina le famiglie evacuate. Sul posto vigili del fuoco - nove uomini sono arrivati anche dal comando provinciale e dai distaccamenti di Ferrara e provincia - per assistere la popolazione. Mentre Aipo è intervenuta per ridurre la falla nell’argine.I danni si annunciano ingenti, sia dal punto di vista dell'agricoltura sia da quello delle attività imprenditoriali, con la Regione Emilia-Romagna che chiederà lo stato d’emergenza nazionale.
A Bondeno, attraversata dal fiume, la Protezione civile era già in allerta, ma il livello del Panaro si è tenuto su quote non preoccupanti, grazie anche al riempimento delle casse di espansione del Modenese.
IL RENO
Allerta rossa anche per la piena del Reno: qui è stata decisiva l’apertura, nella notte fra sabato e ieri dell’opera di presa a che si trova a Sant'Agostino e che ha permesso di scaricare l’acqua del fiume sul Cavo Napoleonico. Anche perché la portata d’acqua era preoccupante: in pratica tre livelli di piena a brevissima distanza l’uno dall’altro.
IL COLMO
Il colmo di piena è passato verso le 14 da Cento ma senza danni, con una quota di 8,30 metri dallo zero idrometrico per poi scendere abbastanza velocemente .
Gli uomini della protezione civile con i volontari Ana (Associazione nazionale alpini) hanno iniziato il monitoraggio degli argini per il tratto di competenza già da sabato pomeriggio e hanno proseguito le operazioni di controllo anche per tutta la giornata di ieri fino alle 20. Il livello del fiume - ha spiegato il sindaco Toselli, « non ha destato preoccupazione tanto che il traffico sul Ponte Vecchio non è mai stato interrotto».
A VALLE
Situazione sotto controllo anche a valle di Cento per il tratto del Reno tra Sant’Agostino e Poggio Renatico. «Situazione sotto controllo - spiegavano ieri sera i sindaci Roberto Lodi (Terre del Reno) e Daniele Garuti (Poggio) -: abbiamo appena monitorato la situazione alla presa del Cavo Napoleonico e tutto è in ordine». Il passaggio del colmo di piena a Gallo era previsto nella notte. Ma resta aperto il problema delle tane delle nutrie negli argini e della ulteriore manutenzione del Cavo Napoleonico, anche ieri dimostratosi decisivo.
L’argentano
Nell’Argentano la piena del Reno non dovrebbe creare problemi e arriverà questa mattina a Passo Segni/Gandazzolo alle porte di Codifiume e domani è attesa a Ponte Bastia.
I due torrenti che interessano l’Argentano ed in particolare Campotto sono l’Idice e il Sillaro; quest’ultimo ieri non ha impensierito più di tanto, mentre l’Idice, ha superato il livello arancione a Sant’Antonio e sarà in Reno questa mattina. In funzione gli impianti della Bonifica Renana. —
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