Dal furgone sotto casa alla versione familiare
Insieme al progetto Camstway, sono in corso di elaborazione altre quattro proposte che altrettanti gruppi di studenti Unife stanno mettendo a punto per arrivare a una gestione “smart” delle mense aziendali.
Il primo contempla una situazione di smartworking parziale, in cui il dipendente trascorre alcuni giorni della settimana in ufficio. L’idea è quella di distribuire i contenitori frigo sul luogo di lavoro per il successivo pasto a casa, contenitori che saranno poi riportati in azienda dallo stesso lavoratore nei giorni in presenza.
Un altro progetto prevede che Camst entri nella grande distribuzione proponendo prodotti preconfezionati e preparati a seconda del tempo a disposizione per la pausa pranzo: meno elaborati per break rapidi, più consistenti per chi può permettersi uno stacco più lungo. Insomma, pasti “componibili” su misura.
C’è poi l’idea Camst Mobile, che al locker-frigo sostituisce un furgone che si sposta in orari diversi in vari punti nevralgici della città per fornire agli utenti pasti caldi. Anche in questo caso il pranzo va scelto e ordinato tramite App, per essere ritirato direttamente dal furgone posizionato a una distanza percorribile a piedi in dieci minuti.
L’ultimo progetto, ancora in una fase meno definita, punta invece a un approccio “ludico”, che lasci spazio anche a momenti di gioco e di condivisione con il resto della famiglia, che del resto si mette spesso a tavola insieme allo smartworker. In quest’ottica di “nido” spunta anche il Pet food, il pranzo per gli animali domestici. Ma questa è un’ altra storia. —
A.M.
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