Malalbergo, la prof cerca una chitarra per aiutare la studentessa e dal web ne arrivano undici
MALALBERGO. Una storia a lieto fine quella che arriva dall’istituto comprensivo di Malalbergo e Baricella a indirizzo musicale, nel vicino Bolognese. È successo che una studentessa di prima media, brava a suonare la chitarra e con un certo potenziale da coltivare, avesse una sei corde al di sotto delle sue capacità. Nonostante lo strumento inadeguato, però, riusciva a suonare, a proporre belle sonorità e a regalare “good vibrations”, per dirla con le parole dei Beach Boys. Alla ragazza però serviva una chitarra nuova, più adatta a lei e a ciò che doveva fare e così gli insegnanti si sono confrontati per capire come poter aiutare la studentessa. E qui entra in gioco la docente ferrarese che insegna nell’istituto comprensivo. «Le famiglie hanno un bonus di duecento euro l’anno per acquistare materiale scolastico ma – spiega – chiedere ai genitori di utilizzarlo tutto, e aggiungere anche qualcosa, per acquistare una chitarra non mi sembrava giusto. Conosco tanti musicisti e ho detto: “Proviamo a sentire un po’ in giro se qualcuno ne ha una che non usa”».
SOLIDARIETA' DAL WEB
L’appello lanciato sui social ha ottenuto in brevissimo tempo un grande successo. Dopo pochi minuti tanti si erano già fatti avanti, proponendo chitarre e dimostrando grande altruismo nei confronti della giovane musicista. «Dopo nemmeno un’ora un amico che ha suonato per tanti anni e che ora vive in Francia si era già detto disponibile a darmi una delle sue chitarre però - prosegue l’insegnante - il messaggio ha continuato a girare e altri hanno continuato a farsi avanti; insomma, alla fine ne abbiamo raccolte undici!».
La donazione ancora non c’è stata, colpa delle limitazioni e delle complicanze dettate dall’emergenza coronavirus ma ormai è solo questione di tempo. «Sarebbe bello raccogliere tutte le chitarre e tenerle a scuola per altri studenti bisognosi di oggi e di domani. Non mi aspettavo una tale partecipazione e - conclude la ferrarese - ne sono davvero contenta». —
SAMUELE GOVONI
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