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Niente ospitalità per i profughi L’ostello deve sospendere l’attività

s.c.
Niente ospitalità per i profughi L’ostello deve sospendere l’attività

Visto il deserto turistico i gestori avevano chiesto di tenere dei richiedenti asilo: il Comune ha detto no In via Modena fino a 50 posti

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Ostello Estense chiuso fino a data da destinarsi, e non solo per colpa del coronavirus. I gestori della coop Ballarò infatti hanno preso atto dell’impossibilità di svolgere un’attività alternativa a quella, praticamente azzerata, rivolta ai turisti, visto il diniego da parte del Comune di utilizzare la struttura anche solo temporaneamente per ospitare richiedenti asilo, e hanno tirato giù i battenti. Gli ospiti dell’appartamento di via Modena, quindi, da ieri sono stati smistati in ricoveri provvisori, visto che la struttura passa in gestione ad un’altra coop, Un Mondo di gioia, che ha aderito al bando della Prefettura sull’accoglienza e vi potrà ospitare fino a 50 persone.

battenti chiusi

Ci hanno provato, i cooperatori di Ballarò, a mantenere un minimo di attività all’ostello di corso Biagio Rossetti, come stanno facendo nonostante la pandemia nelle altre strutture da loro gestite in giro per l’Italia. «Abbiamo cercato soluzioni alternative visto che nei mesi di riapertura, da agosto a ottobre, si è comunque registrato un calo del 60% delle presenze, e a novembre c’è stata un’ulteriore stretta - è la loro spiegazione - Di qui la disponibilità per orientarci parzialmente con utenza sociale e richiedenti asilo, provenienti appunto da via Modena, ma il Comune non ha accolto la proposta». Il settore Turismo, in particolare, ha detto no «all’utilizzo di 16 posti dei 100 disponibili per l’accoglienza di richiedenti protezione internazionale in convenzione con Asp, dall’1 al 31 dicembre, con l’impegno a utilizzare non più di 5/6 posti e ridurre tale contingente man mano che le condizioni lo permettevano». Sì invece all’utilizzo «per le varie esigenze sociali legate all’emergenza Covid 19» e alla riduzione dell’orario di servizio, con una reception ridotta di 8 ore e la presenza di un guardiano notturno.

A quel punto, però, Ballarò ha valutato che i costi erano troppo superiori ai possibili ricavi, e ha deciso di chiudere totalmente i battenti, mettendo i sei dipendenti in cassa integrazione. L’idea è naturalmente di riaprire quando ci sarà un minimo di richiesta di alloggi turistici nelle città d’arte.

movimenti

Nel frattempo è stata data attuazione al lotto 2 della gara della Prefettura per i centri collettivi di accoglienza per richiedenti asilo: tale è diventato appunto l’appartamento aperto un paio di anni fa dalla stessa Ballarò in via Modena, che ora sarà gestito dalla coop Un mondo di gioia, per i 50 posti da lei offerti a bando. Gli ospiti di Ballarò erano scesi con il tempo a 24, dei 36 spostati due anni e mezzo fa proprio dall’Ostello, riportato per l’occasione alla sua vocazione esclusivamente turistica.

All’epoca l’allora opposizione di centrodestra tuonò contro l’eccessiva concentrazione di richiedenti asilo in una zona, subito dietro la Gad, già teatro di episodi di violenza legati all’attività di un locale. —

s.c.

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