Stop ai beni non alimentari «Il decreto va cambiato»
Beni disponibili nei negozi in città, ma non nei centri commerciali: secondo Ancc-Coop, Ancd-Conad, Consiglio Nazionale dei Centri Commerciali, Confimprese e Federdistribuzionele le restrizioni «contraddittorie previste nel nuovo decreto creano ostacoli immotivati ai consumatori e moltiplicano il rischio assembramenti.» Da qui la richiesta «con urgenza di un intervento di modifica delle norme contenute nel Dpcm, eliminando le limitazioni agli esercizi che operano nei centri commerciali».
A preoccupare maggiormente le associazioni del commercio sono due effetti della misura ritenuti particolarmente negativi. Il primo, la chiusura dei punti vendita non alimentari dei centri commerciali nei giorni festivi e pre-festivi del periodo natalizio, «è una grave limitazione al servizio dei cittadini, una misura contraddittoria rispetto all’obiettivo della prevenzione sanitaria, anche solo per l’inutile aggravamento degli assembramenti che si creeranno negli altri giorni e nei centri cittadini, oltre a creare un serio danno per migliaia di operatori».
Il secondo elemento è l’incertezza generata dalle interpretazioni restrittive delle attività di vendita dei supermercati e ipermercati nei centri commerciali con il divieto di vendere prodotti non alimentari presenti sugli scaffali, «limitando l’accesso a beni di prima necessità quali assorbenti, pannolini per bambini, carta igienica, prodotti per l’igiene personale o per la cura della casa».
I centri commerciali, rivendicano poi le associazioni, «sono strutture sicure che applicano misure e controlli stringenti sin dalle prime fasi dell’emergenza. La tutela della salute è un valore e un impegno al quale le aziende da noi rappresentate hanno sempre dimostrato totale adesione». Un intervento di modifica all’ultimo Dpcm, quindi, «produrrebbe un vantaggio per i consumatori, per le imprese e per la salute pubblica, riducendo il rischio assembramenti». —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
