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argenta e il suo fiume  

Wwf: basta disboscamenti «Ma pulire gli argini serve»

G.C.
Wwf: basta disboscamenti «Ma pulire gli argini serve»

L’associazione è critica: vengono compromessi paesaggio ed equilibri ambientali  Replica di sindaco e assessore: «Gli interventi sul Reno aumentano la sicurezza»

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ARGENTA

Disboscamento degli argini del Reno, per permettere lavori di sicurezza idraulica, che però compromettono gli aspetti paesaggistici ed ecologici. È quanto denuncia la sezione ferrarese del Wwf nella zona di Traghetto.

«Di fatto i tagli, già iniziati – dice l’associazione ambinetalista –, sembrano inopinatamente allargarsi anche le pertinenze esterne degli argini. Ne risultano in complesso un danno paesaggistico e la compromissione dell’importante corridoio ecologico rappresentato dal fiume nell’aspetto essenziale della vegetazione che lo accompagna, in tutta la sua biodiversità». Il Wwf reclama spiegazioni su quello che chiama un «azzeramento centinaia di alberi e arbusti» e chiede: «Non sarebbe possibile intervenire in modo ben più mirato e localizzato, soltanto nei punti critici? D’altra parte va considerato che la fauna scaverà presto nuove tane, mentre ci vorrà molto tempo prima che alberi e arbusti possano ricostituire nella sua estensione l’habitat distrutto».

contro il rischio idraulico

Nel precisare grande rispetto per il Wwf e i sui volontari, Sauro Borea, assessore all’ambiente del Comune di Argenta dissente da questa presa di posizione. «I lavori eseguiti dall’Agenzia regionale per la Sicurezza territoriale e la Protezione civile – spiega – riguardano il disboscamento e pulizia di tratti arginali del Reno, interni e pertinenze esterne, e successiva messa in sicurezza idraulica per la presenza di tane di volpi, tassi, istrici e nutrie. Il danno paesaggistico con compromissione del corridoio ecologico rappresentato dal fiume evidenziato dal Wwf, fa da contrasto con l’assoluta priorità di garantire la massima sicurezza al nostro territorio e ai nostri cittadini».

Nell’evidenziare il piano di protezione civile di Argenta, l’assessore fa notare che esiste «il rischio sismico (Argenta è in classe 2), e il rischio idraulico causato dal Reno, oltre al Sillaro e Idice. Il Reno – informa Borea –, che nel nostro tratto è un fiume pensile con la quota del fondo più alta rispetto a diverse zone dell’abitato di Argenta e S. Biagio, normalmente ha un corso d’acqua assolutamente normale, molto limitato».

Inoltre, pur riconoscendo importanti le disposizioni di salvaguardia per le Zps (zone di protezione speciale) citate dal Wwf, Borea puntualizza che «ogni normativa va riparametrata con il buon senso e con la realtà delle situazioni. L’amministrazione di Argenta – conclude l’assessore – ha, senza ombra di dubbio, a cuore il proprio ambiente e territorio, le nostre realtà in materia di natura e biodiversità (Oasi, Boscoforte, il percorso Primaro; ndr), ma altrettanto, tutto quello che possa garantire una condizione di maggiore sicurezza e tutela per i nostri cittadini».

Sull’argomento interviene anche il sindaco Andrea Baldini, prendendo spunto dall’attualità: «Capisco la preoccupazione di chi ha a cuore la protezione dell’ambiente e denuncia quelli che sembrano interventi radicali, ma dobbiamo avere la consapevolezza che gli interventi che sono stati eseguiti sul Reno hanno la finalità di consolidare l’alveo del fiume e di aumentare il grado di sicurezza per contrastare questi eventi climatici avversi». —

G.C.

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