Carife, chiesti in appello sei anni a Lenzi e Forin
Maratona a Bologna: richieste di condanne a nove imputati
FERRARA. Nuove accuse, rimodulate, per l’«inganno» dell’aumento di capitale di Carife (150 milioni raccolti nel 2011 ai ferraresi): oggi, 10 dicembre, tre pubblici ministeri (Longhi, Cavallo e il pg Santangelo) dopo una maratona di oltre 4 ore, hanno chiesto alla Corte d’appello di Bologna le condanne per nove imputati legati al crac legato all’aumento di capitale della vecchia Carife.
Richieste di sei anni di pena per gli ex vertici Carife, Sergio Lenzi e Daniele Forin e Sergio Lenzi (erano stati gli unici in primo grado ad esser condnanati a pena di 2 anni e 6 mesi e 2 anni e 3 mesi); e sei anni anche per Davide Filippini, ex funzionario Carife, ritenuto il “perno” dell’operazione di aumento di capitale; quindi 4 anni e 6 mesi per Michele Sette, altro funzionario tecnico Carife e poi 2 anni e 8 mesi per Michele Masini, responsabile società revisione Deloitte&Touche; infine, richieste per i dirigenti delle banche che aiutarono Carife a raggiungere l’aumento di capitale con uno scambio di azioni ritenuto illegale: 3 anni e 10 mesi per i dirigenti di CariCesena (Germano Lucchi, Adriano Gentili e Maurizio Teodorani) e di Valsabbina (Spartaco Gafforini).
Le richieste sintetizzate dai tre magistrati dell’accusa vertono soprattutto sul cambio di contestazione di bancarotta, trasformata in impropria per operazioni dolose (scambio di azioni). Un “cambio poiché nella prima ipotesi contestata dalla procura, il tribunale di Ferrara aveva assolto gli imputati legati allo scambio di azioni. Questioni tecnico–giuridiche che avevano indotto i giudici di primo grado ad assolvere pur confermando che la fotografia scattata da procura e guardia di finanza era più che a fuoco. Ora la “rimodulazione” su cui la Corte d’appello (Ghedini, Raimondi e Sarcini) dovrà pronunciarsi.
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