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Dalle Vacche lascia la presidenza «Bonifica, compiuto un salto di qualità»

Gian Pietro Zerbini
Dalle Vacche lascia la presidenza «Bonifica, compiuto un salto di qualità»

Dopo due mandati al vertice del consorzio non è più rieleggibile «Un passaggio di consegne lineare, in dieci anni fatte scelte positive» 

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L’intervista



Franco Dalle Vacche dopo 10 anni di presidenza al Consorzio di Bonifica ferrarese lascia la carica per aver ultimato il suo doppio mandato. Non è infatti più eleggibile alle prossime elezioni per gli organi del Consorzio “La Pianura” di Ferrara che sono in programma nel fine settimane - sabato 12 e domenica 13 dicembre - in quindici seggi sparsi nel territorio Ferrarese. Il perimetro consortile di bonifica di Ferrara comprende quasi tutto il territorio della provincia di Ferrara, fatta eccezione per una piccola porzione nel comune di Argenta che è sotto la gestione della Bonifica Renana e una buona parte del comune di Bondeno che è sotto la Bonifica Burana.

Presidente, è tempo di bilancio e di tirare le somme dei suoi due mandati. La soddisfazione più grande in questi 10 anni?

«Non c’è una cosa particolare da segnalare che va sopra le altre, piuttosto vorrei dire che abbiamo raggiunto diversi risultati che erano tutti collegati tra loro, quindi la soddisfazione deriva dall’aver potuto mantenere una spinta costante nell’evoluzione positiva del sistema bonifica a Ferrara e di conseguenza per come è stato conosciuto, percepito e apprezzato sul territorio. Mi fa piacere che insieme all’intera amministrazione abbiamo fatto scelte strategiche che si sono rivelate positive, per questo lascio il mio mandato soddisfatto. Il fatto poi, nel 2015, di essere stato riconfermato dopo 5 anni di presidenza per un secondo mandato al vertice del consorzio, dal punto di vista personale è stata una bella soddisfazione, significa che è stata riconosciuta una capacità nella gestione dell’ente di bonifica ferrarese».

Con i cambiamenti climatici degli ultimi anni, caratterizzati da piogge abbondanti e da lunghi periodi di siccità come è cambiato il ruolo della Bonifica.

«Occorre sempre avere molto attenzione del territorio e anche nel Recovery Fund sono inseriti passaggi molto importanti che riguardano le infrastrutture, gli interventi per prevenire ed arginare il dissesto idrogeologico, su questo si apre un capitolo molto importante».

Una lezione avuta dalle ultime piene e tracimazioni?

«Occorre cambiare il rapporti tra il reticolo minore che siamo noi della Bonifica e i fiumi appenninici. C’è da rivisitare l’approccio proprio su questo punto, con i fiumi torrentizi spesso in secca dell’Appennino che quando si gonfiano creano molti problemi e il caso Nonantola ha messo ancora in luce l’importante ruolo della Bonifica che è in grado poi di incanalare quell’acqua uscita dal Panaro non nel fiume ma nei canali».

Lascia il timone in mano a Stefano Calderoni, uno che di agricoltura se ne intende e che rappresenta la nuova generazione anche dell’imprenditoria agricola ferrarese.

«C’è una tradizione di passaggio di consegne molto positiva, per una transizione nel segno del rispetto e della piena collaborazione. Non sarà quindi un passaggio traumatico o con contrasti, alla Trump-Biden per intenderci, e auguro al nuovo presidente Stefano Calderoni e alla nuova amministrazione le migliori fortune nell’affrontare la gestione del consorzio. In un mondo in cui il passaggio di consegne può creare screzi e tensioni, vorrei dire che questo non è il caso della bonifica ferrarese. Spero anche di aver dato in questi dieci anni buoni consigli sulla gestione del consorzio che non deve essere una prerogativa personale, ma collegiale».

Dopo le elezione, in programma il prossimo fine settimana, cosa farà?

«Devo ancora fare un comitato il 16 dicembre per ratificare l’andamento delle elezioni, indico un ultimo consiglio a fine gennaio e di fatto il passaggio, con la nuova amministrazione convocata dal consigliere più anziano, avverrà a metà febbraio con la nomina del presidente dei vari organi».

E dopo febbraio? Lontano dagli incarichi del consorzio?

«Dopo la mia decadenza da presidente continuerò l’attività nella mia azienda agricola di Valle Isola a Comacchio e, se il covid lo permetterà, nei prossimi mesi vorrei fare anche qualche viaggio e progetti più interessanti per il tempo libero. Dopo 30 anni di attività in questa provincia, nonostante sia di Venezia, rimarrò ancora molto tempo nel Ferrarese». —



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