Droga, si abbassa l’età Allarme tra i minori
Garofani (Serd): la situazione è cambiata drammaticamente Calano i segnalati ma solo per effetto della crisi sanitaria
Marijuana e hashish fra le più usate droghe leggere, che poi tanto leggere non sono se, come si diceva ieri all’informativa del Comune sul disagio adolescenziale e le forme di dipendenza, il principio attivo della sostanza aumenta, come oramai sembrano chiedere sempre di più i giovani, anagraficamente sempre più giovani, alla ricerca di divertimento e omologazione; e se i dati del Nucleo operativo tossicodipendenze della Prefettura registra, per il 2020, un calo dei segnalati per uso personale di sostanze questi numeri sono da imputarsi perlopiù, si diceva infatti, alla fase pandemica.
Cambiamenti drammatici
«I nostri pazienti erano eroinomani, cocainomani – diceva Luisa Garofani, responsabile direzione Dipartimento Salute Mentale dipendenze patologiche l’Asl di Ferrara – il servizio pubblico per le tossicodipendenze fino a qualche anno fa non si era occupato di minori, ma la situazione è cambiata in maniera drammatica. Tutto inizia per divertimento, per star bene con gli amici, per un momento di svago e il problema nasce quando non ci si diverte più senza il consumo delle sostanze» .
E il consumo da occasionale può diventare problematico, con conseguenze gravi soprattutto sugli adolescenti e la loro formazione. Bisogna capire di cosa hanno davvero bisogno i ragazzi «di essere considerati e valorizzati, di valere qualcosa, e questo – si diceva – è compito degli adulti, che spesso sottovalutano l’ascolto. Non si aiuta a superare il comportamento di massa così, i “lo fanno tutti’’o “è un modo per stare in gruppo’’»; e da parte del Comune c’è l’impegno a realizzare percorsi formativi per i genitori, per aiutarli ad affrontare le difficoltà dei figli.
Progetti di prevenzione
Intanto in campo c’è l’attività della Prefettura: il Protocollo d’intesa per la prevenzione del bullismo e devianze giovanili, ricordava Ilaria Pandini (assistente sociale in Prefettura), con progetti educativi per le scuole su cultura della legalità, bullismo, cyberbullismo e consumo di sostanze; il Nucleo operativo tossicodipendenze, a cui spesso vengono segnalati giovani (dal 2017 circa il 50% dei segnalati è minorenne o ha 18/25 anni); c’è poi il contrasto allo spaccio, con progetti come Scuole sicure che ha visto collocare telecamere all’esterno degli istituti scolastici (attività che la pandemia ha sospeso).
Fra i giovani ci sono anche le «dipendenze senza sostanza», sottolineava poi Chiara Scrignoli (psicologa borsista per la prevenzione del Gap Ausl): il gioco d’azzardo «sempre più accessibile e che può diventare patologico» , a cui si aggiunge più in generale anche il Gaming, con «l’industria del videogioco che è diventata più forte di quella discografica e cinematografica di Hollywood messe insieme»: si gioca su meccanismi di premialità e pagamenti se si vuole avanzare di livello, spiegava la psicologa. —
Giovanna Corrieri
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
