Ex pista di motocross Il Comune fa causa a Cum e club sportivo
Chiesti 58mila euro per pagare lo spianamento delle dune Il Consorzio: «Anche l’amministrazione ha le sue colpe»
italba
Il Comune di Mesola ha avviato un’azione giudiziaria nei confronti del Consorzio Uomini di Massenzatica e dell’associazione sportiva dilettantistica Moto Club El Vagabundo, rispettivamente proprietario e gestore dell’area su cui si trovava la pista da motocross di Italba, lungo la Gran Linea.
Quella pista era in sostanza abusiva e ora non c’è più, i centauri sono solo un ricordo: le dune artificiali sono state spianate, l’intervento è terminato nello scorso febbraio e a pagare i costi (quasi 60mila euro complessivamente) è stata l’amministrazione comunale. Che però ora vuole rifarsi, appunto, su Cum e motoclub.
La vicenda, per la verità, è aperta già da diversi anni e la novità che chiama in causa il tribunale civile non è certamente un fulmine a ciel sereno. Non era bastata l’ordinanza comunale di ripristino dei luoghi, datata maggio 2018, e così l’amministrazione aveva deciso di procedere comunque. Così come a vuoto sono andati gli avvisi di pagamento spediti, il primo nello scorso maggio e il secondo a settembre, ai due soggetti.
E ora, visto il perdurare dell’inadempimento, dal Municipio si è deciso di attivare un’azione legale, con l’obiettivo di recuperare una somma quantificata esattamente in 58.428,61 euro.
«Vengo a sapere adesso di questa azione giudiziaria – è il commento di Carlo Ragazzi, presidente del Consorzio Uomini Massenzatica – e faremo valutare il tutto dai nostri legali. Comunque, per noi non è cambiato nulla rispetto a prima. Noi nel tempo ci siamo fatti parti diligente per far cessare le attività irregolari dei gestori. Ricordo poi che quella pista era stata autorizzata da parte del Comune, che presenziava alle premiazioni delle gare. Come minimo – sostiene ancora Ragazzi – c’è una culpa in vigilando da parte dell’amministrazione. Che dubito riuscirà a recuperare le somme che reclama».
Facendo ancora un passo indietro, da una parte era stato il Cum a mettere in evidenza irregolarità da parte dei gestori della struttura sportiva, dall’altra i titolari dell’attività hanno sempre sottolineato di essere nel giusto. Nella primavera del 2018 poi il Comune aveva fatto chiudere la pista. Tra il consorzio ed il Moto Club El Vagabundo, inoltre, è ancora aperta una vicenda giudiziaria parallela: il Cum reclama il pagamento di quanto dovuto per l’affitto ancora mancante, circa 12mila euro. —
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