Ospedale, allarme dei sindacati «I servizi sono al collasso»
Ieri mattina davanti alla Prefettura la protesta di Cgil–Cisl e Uil Uba: bisogna intervenire subito e stabilizzare la condizione di chi è precario
Sanità sull’orlo del collasso, servono assunzioni per potenziare gli organici e fare fronte alle esigenze dei pazienti. Non hanno usato giri di parole, ieri mattina di fronte alla Prefettura, Cgil, Cils e Uil nel denunciare la gravità della situazione sanitaria a Ferrara. Nel giorno dello sciopero generale del pubblico impiego, i sindacati non perdono l’occasione per dipingere un quadro di grande preoccupazione che fa riferimento soprattutto all’ospedale “Sant’Anna” di Cona. Non mancano sofferenze anche in altri settori del pubblico impiego, ma è la sanità a essere oggi al centro del dibattito.
«È fondamentale riscrivere il perimetro dei servizi sanitari – ha detto ieri Leonardo Uba, della Uil – la carenza riguarda soprattutto gli operatori socio-sanitari, i famosi Oss. È indispensabile un piano immediato delle assunzioni e la stabilizzazione a tempo indeterminato di chi è oggi in una situazione di precariato. I servizi sanitari sono al collasso, bisogna intervenire subito. C’è una carenza di infermieri a dir poco preoccupante, che deve suonare come campanello di allarme per tutti», conclude Uba.
Chiari, dunque, i punti più battuti dai rappresentanti dei lavoratori. Sicurezza, aumento degli organici e stabilizzazione dei precari, rinnovo del contratto scaduto dal 2018, ma ritoccato solo una volta negli ultimi 12 anni. Sono queste le principali rivendicazioni dello sciopero. I sindacatati della funzione pubblica annunciano altre forme di protesta se le loro richieste non verranno presto ascoltate.
«C’è bisogno di un salto di qualità in tutto il comparto del pubblico impiego – dice poi Natale Vitali, della Cgil – chi lavora nei servizi sanitari sta compiendo sacrifici che è difficile spiegare».
A chi lavora negli ospedali, in particolare, come si diceva, al “Sant’Anna” di Cona, si aggiungono poi gli operatori sanitari che prestano servizio nelle strutture assistenziali. Concetti ripresi anche da Sonia Uccellatori, della Cisl. «Lo sciopero era inevitabile – dicono ancora i tre sindacalisti – perché le nostre richieste, che sono rimaste lettera morta, le portiamo avanti da febbraio».
A ottobre era scattata una prima mobilitazione, replicata con iniziative di protesta lo scorso novembre. Adesso la decisione di incrociare le braccia perché «i finanziamenti per questo settore arrivano dalla legge di stabilità, ed è questo il momento in cui se ne sta discutendo», dice ancora Uba. «È un treno che non possiamo perdere», rafforzano il concetto i suoi colleghi. E ancora: «Il personale è molto stanco e molto provato per l’insieme dei servizi sanitari cui si deve fare fronte».
Criticità si registrano, però, anche in altri settori della pubblica amministrazione, non ultimo quello che comprende le forze dell’ordine e, ad esempio, anche i vigili del fuoco, i cui organici sono sottodimensionati. «Bisogna dare risposte adeguate alla necessità del momento – chiudono i sindacalisti – e occorre agire al più presto».
Il Governo, insomma, è avvisato. —
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