La Nuova Ferrara

Ferrara

Emergenza coronavirus a Ferrara
EMERGENZA CORONAVIRUS

Ferrara, Sant'Anna: la lotta al virus è costata 29 milioni di euro. Donazioni per 600mila

GIOELE CACCIA
Ferrara, Sant'Anna: la lotta al virus è costata 29 milioni di euro. Donazioni per 600mila

Il direttore amministrativo dell’azienda ospedaliera, Maria Gamberini, svela le cifre Tra i capitoli più dispendiosi personale e laboratorio 

3 MINUTI DI LETTURA





FERRARA. Quasi 30 milioni di euro. Tanto è costato al S. Anna l’insieme degli interventi sulle strutture, sui materiali e sul personale messi in campo per affrontare e arginare l’emergenza Covid. «Siamo ormai a dicembre – spiega il sub-commissario amministrativo, Maria Gamberini – e possiamo parlare di stima complessiva per l’anno 2020: siamo intorno ai 29 milioni di euro, che comprendono anche 7 milioni di costi che tecnicamente si chiamano “indiretti”, principalmente legati al personale già presente che è stato chiamato ad operare nei reparti Covid. Gli altri 22 milioni sono costi direttamente orientati ad acquisire beni, servizi e personale per la gestione della pandemia». Rispetto agli anni precedenti, aggiunge la manager, ci sono stati anche «costi non sostenuti legati alle attività sospese, soprattutto durante la prima ondata», quando «l’attività procrastinabile è stata sospesa». Ma lo stop ha comportato, però, anche minori ricavi. La voce di uscita più pesante è stata quella «relativa al personale appositamente reclutato, sia dipendente che in forza all’azienda attraverso le diverse forme di lavoro flessibile che i vari decreti hanno reso possibile, comprensiva delle cosiddette “prestazioni aggiuntive” e delle incentivazioni a tutto il personale impegnato nell’emergenza», aggiunge la manager. Un esborso che complessivamente ha assorbito circa 9 dei 22 milioni già citati, con una percentuale attorno al 40%.

Un peso rilevante l’ha avuto «l’acquisto di materiale per il laboratorio, necessario per la processazione dei tamponi, rispetto ai quali la struttura è da tempo in grado di assicurare la totale autonomia provinciale, anche a fronte dell’importante crescita di richieste degli ultimi mesi». Un «forte impatto» l’hanno avuto anche i dispositivi di protezione individuale, «oltre ai diversi servizi, legati più o meno direttamente alla riconversione dei reparti (come la sanificazione) o alle misure di sicurezza (come il potenziamento dei controlli agli ingressi dell’ospedale)».

I finanziatori interni ed esterni

Chi copre queste spese? «La Regione – risponde Maria Gamberini – ma anche l’azienda ospedaliera, fino ad arrivare ai singoli cittadini e alle associazioni che in questi mesi hanno dato prova di attenzione e generosità attraverso donazioni in denaro per quasi 600mila euro, finalizzate quasi esclusivamente all’acquisto di tecnologie sanitarie specifiche per l’assistenza a pazienti Covid. Ma anche in beni: dispositivi di protezione individuale, farmaci e tecnologie, fino a prodotti alimentari e capi di abbigliamento». Materiali sono stati forniti direttamente anche dalla Protezione Civile.

La Regione, fra l’altro, «sta sostenendo le aziende nella candidatura alla disponibilità di Fondi Europei (nello specifico Fse e Fesr) per la copertura di un’altra parte dei costi sostenuti. Tutte queste procedure sono in corso in queste settimane», precisa il direttore. Per reperire le risorse quando servivano «sono ovviamente state riviste alcune priorità negli acquisti, alla luce dell’evolversi dello scenario e in un modo più “drastico” di quanto si fa anche negli anni “normali”».

Sulla disponibilità dei dispositivi di protezione «possono verificarsi singole situazioni di ritardo su qualche specifico prodotto, ma il monitoraggio costante permette – nel caso – di attivarsi tempestivamente coi diversi fornitori». Dietro alle aziende sanitarie si muove il sistema di acquisti centralizzati della Regione ma anche il soccorso reciproco che «ha visto le aziende “aiutarsi” tra loro in caso di temporanee difficoltà». Gli appalti “semplificati” sono stati efficaci «in termini di tempestività: per l’acquisizione di beni o servizi e di personale ha permesso di gestire al meglio delle possibilità una situazione senza precedenti per il sistema sanitario». —

Gi.Ca.

© RIPRODUZIONE RISERVATA


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google