Case e terreni allagati Il giudice ordina indagini sul Consorzio
Due anni fa una bomba d’acqua causò danni alle famiglie Colpa di una paratia che restò abbassata e fece da tappo
La bomba d’acqua arrivò alle 5 del mattino dell’8 giugno di due anni fa: allagò tutto, a San Bartolomeo, nella zona di via Spinazzino e oltre. Acqua dentro e fuori le case, e altrettanti danni per 130mila euro globali, reclamati da una decina di famiglie.
Quei travetti Mazzanti
Danni che – denunciano i cittadini di San Bartolomeo – erano addebitabili, come concausa, al Consorzio di Bonifica Alto Ferrarese, perché – nonostante vi fosse stata una allerta maltempo – alcune paratie nello scolo di via Spinazzino, dette “travetti Mazzanti”, non erano state alzate per far correr l’acqua: anzi, vennero trovate abbassate dai vigili del fuoco chiamati quel giorno. Vigili che tentarono di alzarle, ma dovettero chiamare addetti del Consorzio di bonifica perché solo loro dispongono – questo è emerso, particolare importante per questa storia – di speciali strumenti per poter sbloccare le paratie. Ora questo rilievo, mosso dall’avvocato Ciriaco Minichiello che rappresentata le famiglie in questione, si è trasformato in una indagine giudiziaria, penale e di richiesta danni. L’indagine si era già conclusa e aveva visto sotto accusa un privato che avrebbe manomesso quelle paratie e che fecero da tappo alle acque che spagliarono. La posizione di questo privato – colpo di scena – è stata archiviata dal giudice Carlo Negri che ha invece ordinato nuove indagini alla procura, per valutare proprio eventuali responsabilità del Consorzio di Bonifica.
Nuove domande e scenari
Perché, riflette il giudice nella sua richiesta: se i vigili del fuoco, attrezzati e competenti, l’8 giugno di due anni fa non riuscirono ad operare sulle paratie abbassate, dovendo attendere tecnici del Consorzio di Bonifica per alzarle, come è possibile che un privato possa manometterle? Da qui la richiesta di indagare e verificare se le paratie potessero essere rimosse unicamente dal personale del Consorzio e se era necessario avere speciali attrezzature per farlo. Nel caso la risposta fosse affermativa lo scenario penale e gli indagati cambierebbero. Attribuendo almeno una corresponsabilità negli allagamenti vista l’eccezionalità della bomba d’acqua. –
D.P
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