Direzione dell’Abbado, idea Moni Ovadia
L’artista simbolo della cultura ebraica garantirebbe un impegno annuale. Decide il Consiglio d’amministrazione
Il Teatro comunale “Claudio Abbado” sceglie il suo direttore e tra le ipotesi c’è quella che conduce a Moni Ovadia. L’artista di origine bulgara, cantore a livello internazionale della cultura ebraica europea, è da sempre vicino a Ferrara e nelle scorse settimane ci sono stati contatti con il vertice di Palazzo Municipale e dello stesso teatro, per prendere il posto che Marino Padroni, in pensione a fine 2020 dopo dieci anni di direzione artistica, lascerà vacante. L’ipotesi è al vaglio del Consiglio di amministrazione dell’Abbado, bisogna tra le altre cose valutare se è possibile evitare il concorso ad evidenza pubblica per assegnare un posto di quel tipo, ad una personalità di rilievo del mondo della cultura. Da valutare ovviamente anche l’aspetto economico del contratto, che sarebbe comunque annuale. In questi mesi il ruolo di coadiutore di Pedroni era stato ricoperto da Marcello Corvino, bolognese, già regista di alcuni spettacoli di Vittorio Sgarbi.
È chiaro che l’eventuale arrivo di una personalità poliedrica e conosciuta a livello internazionale come Ovadia, affiancato al presidente-manager Mario Resca, inciderebbe profondamente nell’impostazione e nelle scelte del teatro. Da immaginare un ruolo di primo piano per la cultura ebraica: proprio ieri Fabbri ha diffuso un augurio pubblico per la festa di Chanukkah a tutti gli ebrei ferraresi, proponendo «l’installazione di un candelabro a nove bracci in via Mazzini, mutuando una bella esperienza che viene realizzata in alcune realtà». All’installazione, ha aggiunto il sindaco, provvederebbe l’amministrazione comunale, come dono alla comunità per una festa carica di storia e di significati. L’eventuale arrivo di Ovadia con un ruolo di primo piano nel mondo culturale cittadino sarebbe un altro mattone. —
s.c.
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