Fondo non autosufficienza La Regione rifà i calcoli e Ferrara perde un milione
Aumentano altri stanziamenti, in particolare il Fondo nazionale, c’è anche quello per i care giver. Le nuove risorse non sono però sovrapponibili a quelle mancanti
Un milione di euro in meno. Il Fondo regionale per la non autosufficienza (Frna) si assottiglia e i Comuni devono studiare un nuovo sistema per suddividere tra i vari distretti del territorio le risorse che verranno a mancare. Anche se, fra l’incremento del Fondo nazionale non autosufficienza (Fna) e le nuove risorse stanziate per i care giver (i familiari che assistono chi non è in grado di condurre una vita autonoma) è presumibile un recupero - anche abbondante sulla carta - di quanto verrà a mancare.
«Il problema è che le risorse in più non possono andare a coprire i costi degli stessi servizi che risulteranno meno finanziati», spiegava ieri Franco Romagnoni, direttore delle Attività socio-sanitarie dell’Asl, in Conferenza socio-sanitaria.
L’impopolare novità è maturata nell’ultima settimana. La ripartizione precedente, già “digerita” dai Comuni, indicava in circa 38 milioni l’importo dell’Frna assegnato alla provincia estense. La Regione ha ricalcolato in maniera diversa lo stanziamento e la quota ferrarese del 2020 si è ridotta di 1,1 milioni, a 36.8 milioni.
A perderci sono state anche altre realtà provinciali: a Reggio Emilia verranno a mancare quasi 6 milioni di euro, a Imola all’incirca la somma tagliata a Ferrara, in Romagna 5,1 milioni. Dovranno essere quindi riviste anche le cifre destinate ai Distretti estensi.
Il riparto, rispetto all’ipotesi precedente, non solo deve tenere conto della perdita di una cinquantina di milioni che era l’incremento dell’Frna previsto originariamente per quest’anno, ma anche dell’abbassamento di oltre un milione di euro rispetto alle risorse erogate per il 2019.
C’è anche una notizia positiva, però. Il fondo per i care giver vale circa mezzo milione di euro, mentre il Fondo nazionale per la non autosufficienza è stato rivisto al rialzo di 891 mila euro. Il problema, come si diceva, è che le risorse in più non finanziano interventi esattamente sovrapponibili a quelli che scontano una flessione degli stanziamenti. Romagnoni ha anche spiegato che si possono seguire almeno due strade per ridefinire gli importi assegnati ai distretti. Ma i risultati in qualche caso, tra la scelta di una opzione e l’altra, differiscono parecchio rischiando di svantaggiare alcuni distretti (Centro-Nord e Ovest) rispetto ad altri. La questione sarà affrontata dai sindaci nei prossimi giorni. —
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