I ricordi privati diventano digitali e narrano la città
Qualcuno ha detto che «buttare la nostra storia è come cancellare noi stessi» e sull’onda di questo concetto è nato il progetto “Memoria in comune”, realizzato dall’assessorato comunale alla Cultura in collaborazione con la Fondazione Ferrara Arte. Sarà un lavoro di digitalizzazione (gratuita per l’utente) di memorie cittadine fissate un tempo su foto, diapositive o pellicole super8 e messe a disposizione dalla cittadinanza che ne godrà in privato in digitale, dando modo di creare al contempo un archivio storico del nostro vissuto di grande valore antropologico. Tanti piccoli mattoncini a formare una memoria collettiva importantissima.
L’idea è stata presentata ieri in municipio dal sindaco Alan Fabbri, con l’assessore alla Cultura Marco Gulinelli, il direttore della Fondazione Ferrara Arte Pietro Di Natale e l’addetto alla produzione foto e videomaker della Fondazione Ferrara Arte, nonché curatore del progetto Andrea Forlani, che ha spiegato la fase operativa dell’iniziativa.
«Si tratta di una opera di recupero delle nostre memorie che prende spunto da On Movies di Bologna. Non sarà solo una “operazione nostalgia”, ma una rilettura della città che è in perenne evoluzione». Per intenderci, non sarà preso in considerazione il filmino delle vacanze o del matrimonio, ma se gli sposi passeggiano nella piazza Ariostea degli anni’60, sì.
«Chi ha materiale e intende digitalizzarlo deve inviare una mail a memoriaincomune.fe@gmail.com e sarà contattato dal sottoscritto per un appuntamento dove visionarlo. Le opere ritenute interessanti saranno “prestate” con rilascio di ricevuta; saranno poi digitalizzate e restituite al proprietario assieme a una copia nella nuova veste digitale».
Un progetto analogo fu presentato durante il lockdown per lasciare traccia di questo delicato e insolito momento che tutti abbiamo vissuto a causa del virus. —
Dario Cavaliere
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