La Provincia torna ad assumere Ma c’è l’incognita concorsi “smart”
Dieci addetti il prossimo biennio tra direttivi e amministrativi Più risorse per strade e scuole, altri fondi per il post sisma
Riprendono le assunzioni in Provincia, bloccate prima dal Patto di stabilità del 2014 e, successivamente, dalle disposizioni contenute in Finanziaria in vista dell’annunciata (e non compiuta) soppressione degli enti. Uno stato di sofferenza che si era prolungato negli anni, con l’impossibilità di compensare i pensionamenti.
Le nuove assunzioni
Già durante quest’anno il Castello è riuscito a portare a compimento le procedure concorsuali per assumere 2-3 unità all’Ufficio tecnico e un altro paio di addetti alla Ragioneria, contando anche di poter attingere dalle graduatorie per rimpinguare l’Ufficio personale. Ma si continuerà ad assumere anche nel prossimo biennio, reclutando altri dieci dipendenti tra istruttori direttivi e amministrativi. Le risorse ci sono: il bilancio di previsione 2021-2023 appena approvato all’unanimità dal Consiglio prevede un implemento della spesa per il personale dai 6,1 milioni di quest’anno ai 6,7 dell’anno prossimo. Restano però margini di incertezza, data la mancanza di direttive per poter effettuare i concorsi da remoto, e per questo i tempi potrebbero allungarsi.
Aumentano anche le voci di bilancio per lavori di manutenzione ordinaria e interventi su strade e scuole.
Strade, scuole, sfalci
Per i primi (potature, sfalci, piccole riparazioni dei manti stradali nei 850 chilometri di competenza della Provincia) rispetto a quest’anno ci sono 500mila euro in più per ciascun anno dal 2021 al 2023, mentre all’edilizia scolastica e alle strade è stato destinato un aumento di 4,5 milioni nel triennio, di cui 500mila nel 2021, 2 milioni nel 2022 e altrettanti nel 2023. Per la sola manutenzione viaria, si tratta in cifra assoluta di 4,5 milioni nel 2021, che diventano quasi 6,3 dal 2022.
Invariata, invece, la pressione fiscale - principalmente legata all’andamento del mercato dell’auto, con Rc auto e imposta di trascrizione veicoli - che risulta ferma dal 2015.
Novità anche per i lavori di restauro post sisma del Castello Estense e per il progetto di trasferimento delle collezioni della pinacoteca. Nel preventivo 2021, infatti, trovano posto 6,6 milioni per il progetto Mibact “Gallerie Estensi”, più altri 5,5 per il cantiere post terremoto.
Da registrare, inoltre il calo della situazione debitoria dell’ente, che passa dai 57,3 milioni della fine 2019, a meno di 40 milioni a conclusione del 2013, pari a 115 euro per abitante al termine del triennio.
Le previsioni
Nel complesso la manovra dell’amministrazione provinciale movimenta 65,5 milioni di euro fra entrate e spese per l’anno prossimo (58,4 nel 2022 e 52,6 nel 2023). Previsioni elaborate tenendo conto che il Parlamento non ha ancora approvato la legge di bilancio per il 2021, basate quindi sulle attuali disposizioni delle leggi di bilancio degli esercizi precedenti e su quelle, specifiche, intervenute per fronteggiare l’emergenza Covid.
«Disposizioni – spiega il presidente Nicola Minarelli - che inducono a tenere in considerazione il peggioramento del quadro macroeconomico causato dalla prolungata situazione pandemica, anche per quanto riguarda il contesto territoriale».
A compensazione di possibili minori entrate e maggiori spese, la bozza di legge di bilancio per il 2021 prevede un’integrazione per gli enti locali di 500 milioni (450 per i Comuni e 50 per Province e Città metropolitane), vincolati al ristoro della perdita di gettito conseguente alla pandemia per l’anno 2021, che si sommano alle risorse assegnate quest’anno e non utilizzate per compensare le minori entrate e le maggiori spese conseguenti all’emergenza. Compensazioni per le quali la Provincia estense ha anticipato risorse proprie. Dei 50 milioni assegnati alle Province, 2,7 sono assegnati a Ferrara. Soldi per ora accantonati in avanzo vincolato, in attesa di indicazioni governative sul loro utilizzo.
Il quadro si completa con il protrarsi dei tagli introdotti dalla legge finanziaria 2014. Si tratta di risorse da restituire allo Stato rispetto al gettito effettivo che, nonostante le compensazioni introdotte dai governi fra il 2015 e 2017, continuano a tradursi per la sola Ferrara in circa 13 milioni per ogni annualità del prossimo triennio. —
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