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la nuova vita dei rifiuti 

Cresce la raccolta di Hera E l’olio delle case ferraresi diventa biocarburante

Cresce la raccolta di Hera E l’olio delle case ferraresi diventa biocarburante

La multiutility rinnova  l’accordo con l’Eni per poter trasformare i residui domestici A Ferrara in 60 contenitori stradali oltre 73 tonnellate

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A Ferrara dove sono collocati 60 contenitori stradali, sono stati raccolte oltre 73 tonnellate di oli vegetali esausti, con un più 20% rispetto lo scorso anno quando erano state 60 le tonnellate. E di questo “raccolto” oltre il 75% dell’olio esausto è stato conferito proprio nei contenitori stradali in giro la città. Forte anche di questi numeri, Hera ha rinnovato il progetto siglato da tempo con Eni, esempio perfetto dell’economia circolare, poiché tutti gli oli di produzione domestica (di frittura, dei barattoli di sottoli, scatolette di tonno etc.) vengono trasformati in biocarburante, che, a sua volta, alimenta i motori dei mezzi per la raccolta dei rifiuti. In tutta la regione, Hera nel 2019 ha raccolto 934 tonnellate di oli vegetali esausti e la proiezione per il 2020 è di superare le 1. 100 tonnellate (+18% sul 2019) e l’obiettivo 2021 è raggiungere la soglia delle 1. 500 tonnellate.

Utile ricordare che si tratta di una operazione di raccolta importante perché l’olio recuperato può diventare una risorsa di grande valore. Mentre se disperso nell’ambiente, produce grandi danni, evitando che finisca nelle acque di scarico, con conseguente riduzione dell’inquinamento idrico e dei costi di depurazione delle acque.

Fino a Porto Marghera

Da qui il rafforzamento della partnership tra Hera ed Eni, per arrivare alle 1. 500 tonnellate prefissate all’anno. E per far questo verranno aumentati i contenitori stradali a disposizione dei cittadini, aumentando le quantità di olio vegetale esausto domestico: oli che – per fotografare la filiera – vengono recuperati da Hera con raccolte stradali e alle stazioni ecologiche e poi vengono inviati, previa lavorazione, alla bioraffineria Eni di Venezia, a Porto Marghera: qui poi convertiti nel biocarburante Hvo, uno dei componenti per la produzione di Enidiesel+. –

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