Lamborghini, gran lusso nato dai trattori di Cento
Si celebrano 57 anni della fabbrica di supercar
la storia
Erano partiti da un’officina di trattori a Cento, i Lamborghini, e oggi, oltre mezzo secolo dopo, sono diventati un’icona dell’Italian style: non solo bolidi da sogno ma anche hotel di lusso in giro per il mondo, orologi, ristoranti. L’evoluzione della famiglia-marchio che celebra appunto i 57 anni dall’apertura della fabbrica dalla quale uscirono modelli mitici come Countach, Miura, Gallardo e Diablo, è stata tumultuosa e ha lasciato poche tracce sul territorio dalla quale ha preso origine. A Cento di trattori non se ne producono più da molti anni, ha lasciato il territorio anche il museo Lamborghini che raccontava le origini del marchio, fin dal famoso rimbrotto di Enzo Ferrari a Ferruccio («cosa vuoi saperne di auto tu che guidi trattori») che secondo la leggenda fece scattare la scintilla trasformatasi nella fabbrica di Sant’Agata Bolognese. Le caldaie che si producevano accanto ai trattori sono passate di mano nel 2002, a Dosso, e vivono una lunga stagione di difficoltà.
Con le supercar diventate gioiello della corona Audi, la famiglia ha costituitito la “Tonino Lamborghini style and accessories” che produce un’ampia gamma di prodotti di lusso: orologi, occhiali, cellulari, profumi, pelletterie, complementi d’arredo, abbigliamento, accessori sportivi, prodotti beverage, lounge e ristoranti a marchio. Il real estate ha avuto sviluppi internazionali, con l’intesa con Shanghai Fengji industrial company che ha portato alla creazione di edifici di lusso da offrire alla clientela cinese. Sono così nati un mega residence a Camboriù, in Brasile, e il maxi progetto per migliaia di appartamenti a Dubai, oltre al futuro hotel di Phuket. Senza contare le performance artistiche di Elettra Lamborghini. —
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