Ferrara, le famiglie nomadi si sono stabilizzate dopo lo sgombero
Sono 38 persone per 12 nuclei che hanno trovato casa. Forme di assistenza e tirocini formativi, i minori a scuola
FERRARA. A poco più di un anno dalla demolizione del campo nomadi di via delle Bonifiche, la situazione delle famiglie che hanno dovuto traslocare si è stabilizzata. Manca ancora da trovare una nuova collocazione a due famiglie che sono ospiti in altrettanti appartamenti a Monestirolo che entro l’anno comunque troveranno dimora con una nuova sistemazione.
NUCLEI ASSISTITI
La casa è stata data a 38 assistiti suddivisi divisi in 12 nuclei. Di questi nuclei, quattro hanno beneficiato dell’assegnazione alloggio popolare (ex art. 3), che prevede abitazioni per famiglie in emergenza abitativa come per esempio tutte quelle famiglie colpite da ordinanze di sgombero. Gli altri nuclei sono stati collocati in immobili diversi, assegnati sempre attraverso strumenti utilizzati per lo stati di emergenza delle famiglie sia italiane che straniere, senza usare corsie preferenziali. Nel frattempo il Comune di Ferrara ha attivati sei tirocini formativi che vengono regolarmente seguiti e che insieme ad altre fonti di redditto (reddito di cittadinanza, pensioni, reddito da lavoro) concorrono a rendere autonomi i nuclei familiari nella gestione delle spese di abitazione (utenze e affitti dove questi siano presenti).
Le quattro famiglie a cui sono stati assegnati gli alloggi popolari in emergenza abitativa hanno intrapreso anche percorsi lavorativi con tirocinio formativo attraverso i quali sostengono le spese delle abitazioni (affitto e bollette) e i minori frequentano regolarmente la scuola.
Per i nuclei familiari sostenuti nelle spese di affitto da Asp, non sono state previste altre forme di sostegno e le famiglie risultano autonome nella gestione delle utenze e dei minori nell’approccio e frequentazione della scuola.
Un nucleo ha usufruito di un contributo regionale che ha finanziato in spesa corrente la transizione della famiglia sinti verso una abitazione privata. Il nucleo è andato ad abitare, in un appartamento di proprietà di Asp, con un contratto di affitto ad uso transitorio per sei mesi rinnovabile di altri sei. Con il contributo è stato possibile finanziare l’acquisto dei mobili ed elettrodomestici anche in questo caso è stato attivato un tirocinio lavorativo che contribuisce all’indipendenza della famiglia.
Per i nuclei si sono attivati dei monitoraggi costanti da parte delle assistenti sociali dell’Asp sia dell’area minori che dell’area adulti. In questi mesi non risultano esserci state segnalazioni di mancata integrazione. Tutti i nuclei hanno rinnovato la domanda per l’alloggio popolare. –
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