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Spaccata al distributore Q8 La banda della ruspa in azione

Piergiorgio felletti
Spaccata al distributore Q8 La banda della ruspa in azione

Terzo colpo messo a segno in pochi mesi. Stesse modalità di quello di ottobre I titolari esasperati e avviliti: «Anche questa volta non abbiamo sentito niente»

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CODIGORO

E tre. La banda della ruspa ha colpito di nuovo. La stazione di sevizio Q8 di via Pomposa a Codigoro nella notte tra venerdì e ieri ha subìto un’altra spaccata, come purtroppo si era già verificato poco più di un mese fa, il 6 ottobre mentre qualche settimana prima sempre nello stesso distributore la banda (probabilmente la stessa) aveva messo a segno un furto.

i fatti

Seguendo il copione già messo in atto in precedenza, all’1.47 di ieri notte, quattro malviventi hanno assaltato l’accertatore di banconote collegato alle pompe del carburante della stazione di servizio antistante la statale per Pomposa. Per effettuare il colpo hanno in precedenza rubato una ruspa nella vicina azienda di materiale edile, per costruzioni e ferramenta Mapef, causando anche dei danni alla cancellata dell’azienda. Quindi, i quattro malviventi a volto scoperto, come mostrano le telecamere, dopo avere percorso non più di 300 metri dalla piazzola dell’azienda, da cui hanno prelevato il mezzo pesante, si sono portati alla stazione di servizio.

ruspe in azione

Con due successivi passaggi di ruspa, hanno divelto sia l’apparecchiatura contenente le banconote utilizzate per i rifornimenti di carburante, che l’attigua pompa di benzina. Dopo l’intera operazione, durata neppure due minuti, i malviventi dopo aver prelevato il contenitore delle banconote, si sono dileguati fuggendo a bordo di una Ford Focus di colore grigio in direzione Pomposa. Lasciando sul posto, ancora con il motore acceso, la ruspa utilizzata per l’attacco.

Stavolta ai malviventi è andata bene in quanto, solo per pochi minuti non sono stati intercettati da una pattuglia dei carabinieri intervenuta tempestivamente sul posto.

Ad allertare il 112, era stato un cittadino che camminando con il cane al guinzaglio, si era visto superare dalla ruspa ed insospettito anche per il divieto di spostamenti notturni causati dalle restrizioni in vigore per l’emergenza sanitaria. Giunti sul posto, i carabinieri non hanno potuto fare altro che svegliare i titolari, la famiglia Mario Bolognesi, che da due generazioni gestisce l’area di servizio, informandoli dell’accaduto. Così, nel buio della notte e senza il supporto di illuminazione dell’impianto, per l’assenza di corrente causata dal corto circuito conseguente l’attacco e alla luce di torce elettriche, i carabinieri hanno quindi effettuato i primi rilievi e acquisito le immagini delle diverse telecamere installate nel perimetro dell’area di servizio.

I malviventi avevano ripianificato l’azione con cura, utilizzando le stesse modalità della precedente azione, ma lascia perplessi il fatto che abbiano effettuato il colpo la notte tra venerdì 11 e sabato 12 dicembre, quando l’apparecchiatura era svuotata del contante la mattina del venerdì e pertanto poteva contenere un quantitativo di banconote dei prelievi carburante certamente non elevato.

la preoccupazione

«Anche questa volta – ha detto sconsolato Mario Bolognesi – non abbiamo sentito niente. Solo il nostro cane in quel momento aveva abbaiato ma non abbiamo dato peso perché, spesso, litiga con un gatto». E, infatti, sono stati i carabinieri allertati e prontamente intervenuti, ad avvisarli. La famiglia Bolognesi ricorderà il 2020 come un anno disastroso, caratterizzato da successivi eventi negativi che hanno messo a dura prova la sua resistenza ed anche la capacità di andare comunque avanti.

Lo scorso mese di maggio un devastante incendio, provocato da un corto circuito, aveva distrutto l’apparato elettrico e meccanico che gestisce il lavaggio automatico delle autovetture. Quindi, il successivo mese di settembre, erano stati oggetto anche di un furto di banconote, quantificato in oltre tre mila euro. Il furto era stato perpetrato da alcuni malviventi che avevano, dopo avere forzato lo sportello blindato, letteralmente pescato le banconote all’interno dell’apparecchiatura che le conteneva, utilizzando delle strisce di carta adesiva. Quindi, lo scorso 6 ottobre, il furto perpetrato con inusitata e determinata violenza, con malviventi incuranti della possibilità di fare esplodere il carburante contenuto nella pompa divelta, che oltre ai rilevati danni materiali, quantificati in non meno di 50mila euro, è costato anche la sottrazione di non meno di 10mila euro. Oltre ai danni materiali riportati dall’accertatore e dalla pompa di carburante che dovranno essere, ancora una volta, sostituiti. —

Piergiorgio felletti

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