Con tre comuni e due province Casumaro resta divisa per Natale
I residenti non vogliono rassegnarsi: «Mio figlio abita dall’altra parte della strada, ma è Modena» Il cruccio più grande la messa nella chiesa restaurata: «Ci potrà andare solo chi sta sotto Cento»
il caso
«Casumaro è una scacchiera e noi dobbiamo stare attenti a come muoverci. Prima sinceramente non ci facevamo nemmeno caso ma adesso...rischiamo di diventare dei fuorilegge senza nemmeno accorgercene». Casumaro è una frazione del comune di Cento e la sua caratteristica è di essere posta esattamente al confine tra le province di Ferrara e di Modena, mentre il suo territorio cade sotto l’amministrazione di ben tre comuni: quelli di Cento, di Bondeno e di Finale Emilia.
come funziona
La frazione è molto piccola, tanto che la divisione non è nemmeno a quartieri ma a metri di strada. Natale, Santo Stefano, Capodanno sono i tre giorni di festa nei quali non si potrà uscire dal proprio Comune salvo naturalmente che per motivi di lavoro, necessità o salute.
Un divieto che, però, potrebbe essere allentato con la possibilità di spostamento tra Comuni limitrofi, ma per Casumaro cambierebbe comunque poco perché il paese è distribuito su due Province. «Io abito a Reno Centese ma ho gli amici qui – dice Massimo Simonati –. II punto è che questo bar è sotto Finale Emilia quindi non potrei nemmeno sedermi ai tavolini. Vorrà dire che starò a casa, sul divano con la mia morosa e gli amici li vedrò dopo le feste. È una roba assurda comunque perché noi possiamo andare a fare la spesa a Cento ma qui no...E poi vai a capire come è diviso questo posto, rischiamo di fare un passo e di essere in multa». A spiegare perfettamente i confini, Alberto Molinari che ha «il dottore sotto Modena e la farmacia sotto Cento – sottolinea –. Però sono fortunato perché abito in provincia di Ferrara e potrò quindi andare in chiesa la notte di Natale, visto che la struttura sarà inaugurata il 19 dopo la lunga chiusura a causa del terremoto. Ma chi abita dall’altra parte della strada non ci potrà mica venire». «Ah, io allora non posso andare nemmeno alla coop perché è già Finale – fa eco Marcello Simonati –. Ho anche qualche parente dall’altra parte, vedremo come metterla perché tanto anche se aprono i Comuni restano le province». Non si dà pace Loredano Baruffaldi: «Quest’anno è un disastro e qui lo è ancora di più. Io ho sempre fatto con gli altri volontari il presepe più bello di tutta la provincia, anzi di tutte le province ma non me lo hanno fatto fare ed è una tristezza. Qui dalla chiesa siamo a Cento, al bar siamo a Finale e io vado comunque avanti e indietro, ci mancherebbe. Cosa faccio, non compro il pane? Non vado dal fruttivendolo? Non è mica colpa nostra...Io sono anche il capo degli “Umarell”, seguiamo tutti i cantieri qui e ci vogliamo muovere anche a Natale. Io a messa ci posso andare, se aprono questa nuova. Nell’altra per esempio no».
la messa di Natale
«Sì, anche io posso – aggiunge con una punta d’orgoglio Antonio Moscato –, ma dagli altri parenti per esempio no. Spero che i vigili non siano poi così fiscali con noi, c’è chi non potrebbe nemmeno buttare la spazzatura se è per quello».
Genitori da una parte e figli dall’altra, anche se a dividerli è poi solo una strada. «Forse si decideranno a trovare delle soluzioni una volta per tutte – va avanti Rosa Ramponi –. Io ho come sindaco quello di Finale, mio figlio quello Cento e abitiamo a meno di 200 metri uno dall’altra. Cosa faccio, non posso vedere i miei nipoti? Mia figlia abita invece a Torino e può andare dalla suocera che sta dall’altra parte della città, a chilometri di distanza».
Mirka Cariani è la titolare dell’edicola. «Io per esempio abito nel comune di Cento ma lavoro in quello di Finale Emilia e il negozio e la mia casa sono divisi dalla strada. In pratica non potrei venire a lavorare. Certamente mi atterrò a quello che diranno di fare anche perché per fortuna in quei giorni siamo anche chiusi».
In attesa di sapere come si muoverà il governo, per qualcuno la delusione più grande resta quella della chiesa «perché sarebbe la prima messa di Natale dopo tanti anni di attesa. Mi sa che alla fine ci andremo lo stesso – confessa Matilde Barbieri –, voglio proprio vedere qual è il vigile senza cuore che ci farà la multa la notte di Natale in questo periodo così buio». —
annarita bova
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