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corso martiri della libertà 

Gli Orsatti dicono stop Fermi anche Nazionale e Centro storico

d.b.

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Serrande chiuse, questo è quello che appare purtroppo a Ferrara e in provincia. Ma è indiscutibile che a fare più effetto sono le chiusure di attività in centro storico, in particolare quelle concentrate in corso Martiri della Libertà, da sempre una delle vetrina più importanti della città.

stop ai bar

Come avevamo scritto lo scorso 26 novembre, era fortemente a rischio l’avventura della famiglia Orsatti nella gestione di Nazionale e Centro storico, rinomate attività di bar e pasticceria a poca distanza l’una dall’altra. Allora Gianfranco Orsatti ci spiegò che c’erano sì delle difficoltà, aggravate dal Covid, ma c’era tutta l’intenzione di portare avanti le due attività, anzi addirittura allargando perché c’era il progetto di trasformare il Nazionale in attività più specifica di ristorazione e aprire in zona (nella stessa via o in via Garibaldi), una nuova rivendita di pane, legata ovviamente ai forni di via Palestro e via Garibaldi, sempre di famiglia.

Invece, dopo pochi giorni è arrivata l’ufficialità della chiusura di entrambi i bar pasticceria, prima il Nazionale e poi il Centro storico, di fatto chiuso dalla scorsa settimana, ma con i locali svuotati venerdì 11 dicembre.

il lutto

Chiusura che arriva all’apice di una serie di problematiche, iniziate già prima del Covid, aggravate chiaramente dall’epidemia che ha comportato mesi di chiusura e poi il lavoro d’asporto, indubbiamente poco redditizio per queste due pasticcerie. Fra l’altro, nella notte tra venerdì e sabato è morto per un arresto cardiaco all’età di 48 anni Federico Domeneghetti, padre di due bambine, titolare del Centro storico e nipote di Gianfranco Orsatti. Un decesso comunque da non legare alla chiusura dei bar, preventivata da qualche tempo.

A questo punto è difficile anche capire il futuro di queste due storiche attività in centro, anche perché a fine 2020 scadrà il contratto di affitto di gestione della Segafredo, che pare intenzionata a non rinnovarlo. —

d.b.

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