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La pescheria sul portocanale ha perso il suo fondatore

KATIA ROMAGNOLI

Walter Cavalieri è morto  all’età di 88 anni  Fu tra i primi ad aprire un’attività nella località «Era un gran lavoratore» 

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PORTO GARIBALDI

La sua pescheria sul portocanale, che ancora oggi porta il suo nome, è tra le prime sorte a Porto Garibaldi quasi mezzo secolo fa e lui, Walter Cavalieri, deceduto giovedì scorso ad 88 anni di età, era un pezzo di storia del paese.

il ricordo

«Il nonno era molto conosciuto – dichiara il nipote Gianluigi – e ci gratifica l’affetto che in tanti gli hanno dimostrato. Ora, in epoca Covid, stiamo affrontando una situazione difficile, adattandoci il più possibile al momento, cercando nuovi sbocchi al nostro commercio, ad esempio abbiamo avviato un servizio di consegne a domicilio ai privati in tutta la regione, un po’ come faceva il nonno agli albori. Era una persona semplice e buona».

Quella di Walter Cavalieri è stata davvero una vita spesa interamente per la famiglia e per il lavoro, a cui si era profondamente appassionato, affrontando con determinazione tutti i sacrifici che comportava. Sin da ragazzino aveva cominciato a vendere il pesce fresco, trasportandolo, insieme a suo padre, in bicicletta.

l’attività

Nei primi anni ’70 Cavalieri riesce ad aprire la pescheria in via Caduti del Mare, alla quale, negli anni ’90 si affianca anche l’ingrosso. Sempre presente, pur non occupandosi più, negli ultimi tempi, della gestione, Cavalieri ha accompagnato i figli Alfredo e Luigi Mario e, per un periodo anche la figlia Maria Regia, figli che poi hanno preso le redini dell’azienda, la quale ancora oggi fornisce ristoranti e attività commerciali in tutta Emilia Romagna.

«Il nonno aveva nel cuore la pescheria e non avrebbe voluto che venisse chiusa dopo la sua dipartita – conclude il nipote Gianluigi – e abbiamo rispettato le sue volontà». Commosso anche il ricordo del figlio Alfredo, che, evocando i sacrifici di papà Walter, aggiunge come «fino a qualche anno fa sovrintendeva i lavori, controllava, dirigeva. La sua vita era qui con noi in pescheria. Ricordo, quando ero bambino, non c’erano orari e nebbie che lo fermassero e con il suo camion andava a vendere il pesce fresco a Lugo, a Faenza ed in tutta la Bassa Romagna. Abbiamo ricevuto condoglianze anche da turisti di tante località. Era molto conosciuto».

«Mio padre ci ha lasciato un grande insegnamento – conclude il figlio Alfredo – quello di lavorare sodo, con impegno e serietà». —

KATIA ROMAGNOLI

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