La Nuova Ferrara

Ferrara

Oltre 900mila euro per recuperare la storica chiesa

d.b.
Oltre 900mila euro per recuperare la storica chiesa

Famiglia ha donato l’edificio al Comune di Pieve di Cento In arrivo uno spazio polifunzionale: «L’uso sarà pubblico»

3 MINUTI DI LETTURA





PIEVE DI CENTO

La scorsa estate era stata donata dalla famiglia Campanini al Comune di Pieve di Cento ed ora - grazie ai fondi della Regione -, verrà ristrutturata e potrà così essere un nuovo edificio - storico - a disposizione delle associazioni e della comunità centopievese e, in assoluto, un nuovo contenitore culturale e sociale che arricchisce il già cospicuo patrimonio di Pieve.

Parliamo dell’ex chiesa degli Scolopi, datata 1462, ora sconsacrata e diventata proprietà della nota famiglia Campanini (proprietaria della fabbrica Slum), che ha deciso di donarla al Comune, in cambio di due “promesse”: che venisse intitolata a Marino Campanini (padre dell’ingegner Ugo che ha donato l’ex chiesa) e fosse utilizzata per la comunità, da lì il progetto di poterlo trasformare in spazio polifunzionale.

la storia

Nella rocca di Pieve di Cento è conservata la pietra di fondazione, datata 1642, della chiesa, del chiostro e del convento della chiesa dei padri Scolopi, un ordine importante per Pieve di Cento. La fondazione di questo complesso fu voluto fortemente dal beato Giuseppe Calasanzio. La regola seguita dai padri era l’assoluta povertà e l’insegnamento ai bambini più poveri.

Da segnalare che a livello artistico l’altare maggiore fu decorato con una pala da definire a dir poco meravigliosa, la “Annunciazione” del Guercino su commissione dei Mastellari, conti palatini di Pieve, protettori dell’ordine degli Scolopi. La pala, fu affidata al pittore, che terminò il lavoro nel 1646.

Inoltre, per tantissimi anni le scuole Pie che si trovavano a fianco alla chiesa ed erano gestite dai padri Scolopi, hanno istruito centinaia di ragazzi di Pieve, creando in particolare una vera e propria filiera di artigiani, una delle eccellenze della cittadina.

L’ordine fu soppresso definitivamente alla fine degli anni ’60 del XIX secolo e tutto il patrimonio diventò una proprietà comunale. Nel corso degli anni crollò il campanile, si svuotarono le scuole Pie e fu distrutto il chiostro, per far posto alla fabbrica attuale dei Campanini.

All’inizio della Seconda Guerra Mondiale, poi, la pala del Guercino, compreso l’altare e le cornici di marmo, furono trasferiti per sicurezza nel primo altare a sinistra della chiesa Collegiata, mentre l’attuale chiesa fu prima magazzino per la famiglia Campanini, poi abbandonata e danneggiata dal terremoto del 2012.

E così, dopo la cessione della famiglia al Comune, ratificata dal consiglio lo scorso 22 luglio, ecco subito la richiesta alla Regione di fondi per il recupero di beni danneggiati dal sisma. E lo scorso 23 novembre la Regione ha deliberato la somma di 925mila euro per il recupero dell’edificio, non potendolo fare prima perché si trattava di un edificio privato...

il sindaco

«Siamo ovviamente felici - dice il primo cittadino Luca Borsari -, sono state accettate le stime di intervento che avevamo proposto alla Regione, passaggio fondamentale per poter mettere nero su bianco il progetto di recupero. Al momento, abbiamo solo un’ipotesi economia dei lavori, quantificando l’intervento sulla base delle varie voci inserite nell’elenco».

La chiesa è di fatto uno spazio unico ma piuttosto grande, il quale può essere utilizzato per vari scopi, da conferenze, dibattiti e incontri ad auditorium, sala per prove teatrali e studi scenografici e, ancora, luogo di aggregazione, spazi con finalità sociali ed altre attività che coinvolgano la cittadinanza.

E non solo, l’interno della chiesa, nelle pareti laterali, potrebbe far trovare delle sorprese, poiché sotto si possono intravvedere tracce di affreschi coevi alla chiesa.

«Non abbiamo ancora un progetto definitivo di quello che potrà diventare questo spazio - aggiunge il sindaco -, di certo l’utilizzo sarà pubblico e pensiamo ad uno spazio polifunzionale, come d’altronde è la richiesta della stessa famiglia Campanini e dell’ingegner Ugo, al momento della donazione. E così, a questo punto, accolta la richiesta di recupero dal terremoto, partono due progetti paralleli, quello specifico per la ristrutturazione e quello per il suo successivo, percorso quest’ultimo che sarà sicuramente condiviso con i cittadini di Pieve». —

d.b.

© RIPRODUZIONE RISERVATA



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google