Cona, esodo dal pronto soccorso Bandi per la ricerca di personale
La prospettiva di uscita di cinque medici del pronto soccorso dell’ospedale Sant’Anna verso il Veneto è confermata ma l’azienda ospedaliera, se questa prospettiva si concretizzerà, avrà il tempo di organizzarsi. Lo ha dichiarato il commissario straordinario dell’azienda ospedaliera, Paola Bardasi, nell’ultima Conferenza socio-sanitaria territoriale.
«La carenza dei medici nell’emergenza territoriale - ha spiegato la manager - è un dato non solo locale, ma che interessa l’intero Paese. Il personale, in effetti, non è completo rispetto all’organico prefissato, di 33 medici, ma non si può dire che sia in sofferenza perché nel frattempo è venuta meno la partecipazione ai servizi del “118” con il rientro dei professionisti nei turni di ps».
Il Sant’Anna, comunque, sta organizzando la ricerca di personale medico attraverso un altro bando per incarichi libero-professionali. La perdita in blocco di cinque medici al pronto soccorso, però, può aggravare una situazione che in corsia è descritta in modo difforme rispetto a quanto dichiarato dal commissario. Anche il sindacato Anaao era intervenuto nei giorni scorsi per sottolineare l’accumulo di «stress» a carico degli specialisti dell’emergenza e aveva esplicitamente segnalato «carenze di personale». Bardasi ha precisato che, per quanto riguarda il rischio esodo, chi ha partecipato o intende partecipare ai concorsi che potrebbero precedere i trasferimenti «innanzitutto deve vincere il concorso. L’eventuale passaggio da un’azienda sanitaria all’altra, inoltre, richiede tempo, 3 o 4 mesi, durante i quali l’ospedale può reperire altro personale».
Il numero degli accessi al pronto soccorso di Cona, rispetto al 2019, è calato anche del 20% al mese nel 2020, ma la pandemia, che ha visto crescere la relativa utenza, ha imposto anche un sistema organizzativo che dilata tempi e impone nuove procedure, come la separazione dei percorsi e l’esecuzione dei tamponi. —
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