Giornate di pesca ancora ridotte La protesta avanza
porto garibaldi. In attesa del responso dell’incontro a Bruxelles tra la Commissione europea ed i ministri alle politiche agroalimentari dei Paesi membri, prosegue lo stato di agitazione, proclamato dalle marinerie italiane, per dire no alla paventata, ulteriore, riduzione del 17% dello sforzo di pesca. Nel frattempo, la Regione Emilia Romagna ha avanzato la richiesta di ripristino delle quote di pesca del tonno rosso, anche dopo le sollecitazioni giunte dalle cooperative ed associazioni di categoria. «Sono due le considerazioni, per riattivare la pesca delle marinerie emiliano romagnole – rimarca l’assessore regionale alla pesca Alessio Mammi-: la prima riguarda la necessità di salvaguardare il comparto ittico da decisioni, che ridurrebbero in maniera irreversibile il lavoro ed il guadagno dei pescatori; la seconda – prosegue Mammi –, è inerente alla reintroduzione della pesca del tonno rosso anche sulle nostre coste».
le proposte
Sulla stessa lunghezza d’onda il presidente nazionale dell’Alleanza cooperative di pesca Gianpaolo Bonfiglio, il quale evidenzia che «abbiamo chiesto alla nostra ministra Bellanova di affiancare Francia e Spagna e di votare un forte no a questa proposta della Commissione europea, anche perché bisogna considerare che il 2021 sarà il primo anno della nuova programmazione europea e non è assolutamente chiaro se e come potranno essere spesi gli aiuti dei sostegni delle indennità dell’Unione Europea per i fermi pesca».
Allo stato attuale anche Bonfiglio ritiene inaccettabili ulteriori, pesantissime riduzioni dell’attività di pesca. E, ancora, PescAgri si appella al Governo per bloccare al Consiglio Agrifish la proposta della Commissione per limitare l’attività di pesca nel Mediterraneo occidentale e mostra solidarietà e vicinanza al comparto in difficoltà. —
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